
Violenza sessuale di gruppo: assolto perchè il fatto non sussiste. Si è pronunciato così il giudice del tribunale di Ivrea che, nei giorni scorsi, ha assolto un giardiniere 29enne di Borgaro. Era accusato dalla sua ex, di un anno più giovane e anche lei al tempo della denuncia residente a Borgaro, di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, sfruttamento della prostituzione e maltrattamenti in famiglia. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sette anni e mezzo di carcere. Nel corso del processo sono emersi scenari torbidi e, per certi versi, sorprendenti, fatti di sesso a pagamento, orge in locali per scambisti, consumo di droga e violenza. Un giro che avrebbe coinvolto diversi professionisti e imprenditori del torinese.
La storia risale a due anni e mezzo fa quando il 29enne di Borgaro viene arrestato: la sua ex compagna lo accusa di essere un violento e di averla costretta a prostituirsi. Durante il processo è emersa una storia complessa, iniziata quando la ragazza ha deciso di frequentare altri uomini attraverso i social network, promettendo prestazioni e giochi di gruppo. 1000 euro al giorno quello che la ragazza, secondo il suo racconto, riusciva a intascare dai clienti. Senza contare i regali: orologi, cellulari, tablet. Visti i soldi che girano, anche il ragazzo si butta nello stesso mondo. Ma qualcosa va storto, i rapporti tra i due s'incrinano e la giovane, che nel frattempo aspetta un bambino, lo denuncia, raccontando agli investigatori di essere stata costretta a prostituirsi e a partecipare alle orge.
Per il tribunale di Ivrea, invece, la 28enne di Borgaro, che non si è costituita parte civile, era consenziente. E il rapporto tra i due ragazzi sarebbe naufragato proprio con la nascita del bambino, diventato un ostacolo per gli introiti della coppia.








