
IVREA - Stamattina la Squadra Mobile della Questura di Vercelli ha dato esecuzione a cinque ordinanze di misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di molteplici furti e truffe ai danni di anziani sacerdoti. Sono state denunciate altre cinque persone per i reati di ricettazione e riciclaggio. Le indagini sono partite a dicembre a seguito di un primo episodio in cui quattro soggetti si erano resi responsabili di un furto in abitazione ai danni del parroco, ottantaduenne, di una chiesa della Provincia di Cuneo. Dopo aver rubato la chiave dell’abitazione del prelato, il gruppo si era introdotto all’interno dell’appartamento impossessandosi di numerosi assegni, poi falsamente compilati e cambiati per un valore di circa 60mila euro.
Nel prosieguo dell’attività d’indagine, si è scoperto che, tra il 2018 e il 2019, i componenti della banda avevano messo a segno un furto analogo all’interno dell’abitazione del parroco, ottantaseienne, di una chiesa della Provincia di Alessandria dove avevano rubato numerosi assegni in bianco cambiandoli per 35mila euro. Il terzo episodio è l’ennesimo furto in abitazione commesso ai danni di un parroco, settantanovenne, di una chiesa della Provincia di Alessandria a cui, dopo aver forzato la porta d’ingresso, i soggetti avevano rubato alcuni monili in oro, anche di consistente valore, poi venduti a due ricettatori. Proseguendo l’attività d’indagine gli uomini della Squadra Mobile sono riusciti a scoprire un quarto episodio, una truffa aggravata ed un furto in abitazione ai danni di un parroco, novantenne, di una chiesa della Provincia di Biella. In particolare, con astuti raggiri, erano riusciti a truffare il sacerdote vendendogli, ad un prezzo fuori mercato, una finta strumentazione per la prevenzione antincendio della chiesa.
Infine, i componenti della banda, a marzo di quest'anno, dopo aver ideato un piano complesso, hanno messo a segno nei confronti di un parroco, ottantacinquenne, di una chiesa di Ivrea un'altra truffa aggravata. Nello specifico, gli stessi, presentandosi al sacerdote come appartenenti ad un'organizzazione religiosa, riuscivano a farsi consegnare dal prelato una cospicua somma di denaro con la scusa di dover commissionare la fabbricazione di una targa commemorativa in oro zecchino destinata a monsignor Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, per l’impegno da questi profuso negli anni.
I proventi del gruppo criminale, operante nell’intero territorio piemontese ed in particolare nelle Province di Vercelli, Torino, Alessandria, Biella e Cuneo, sono risultati ammontare ad oltre 100mila euro. Tutta l’attività di indagine è stata coordinata e seguita dalla Procura di Vercelli. All’alba di stamattina i quattro componenti della banda, tre uomini ed una donna, tutti italiani pluripregiudicati, e uno dei riciclatori, anch’egli italiano, sono stati raggiunti dagli agenti della Terza Sezione della Squadra Mobile della Questura di Vercelli che hanno dato esecuzione alle ordinanze degli arresti domiciliari e denunciato a piede libero gli altri cinque ricettatori e riciclatori.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate, presso l’abitazione di uno dei ricettatori sono state rinvenute, oltre a molteplici monili in oro e orologi di pregio, abilmente celati all’interno di un comodino della camera da letto, numerose mazzette di denaro contante, con banconote in taglio da 100 e 200 Euro. Gli oggetti preziosi e l’ingente somma di denaro sono stati immediatamente sequestrati dagli investigatori.








