
Danni ai contribuenti piemontesi per quasi otto milioni di euro. E' quanto la Corte dei Conti ha scoperto indagando sui passaggi sospetti di anziani da una casa di riposo all'altra. Una strategia, secondo i magistrati, messa a punto per lucrare sui rimborsi sanitari. Dopo un’indagine della Guardia di Finanza, la Corte dei Conti ha chiuso il cerchio sui passaggi di anziani tra trenta case di cura piemontesi. Tra queste anche una casa di cura d'Ivrea e una di San Giorgio Canavese che, insieme, avrebbero ottenuto rimborsi non dovuti per circa 200 mila euro (145 mila euro a Ivrea e 54 mila a San Giorgio).
Anche i carabinieri del Nas, in una loro indagine, hanno fatto luce sul giro di anziani nelle case di riposo. Questo avveniva al sessantesimo giorno di degenza, quando scatta una riduzione del 40% della tariffa giornaliera per scoraggiare degenze eccessivamente prolungate. Gli anziani venivano mandati a casa per qualche giorno, puntualmente ricoverati in qualche ospedale della zona e poi rispediti in un'altra casa di riposo, riprendendo il conteggio dei giorni di degenza da zero e incassando il contributo pubblico al 100%.
La guardia di finanza esaminando i ricoveri di tutte le strutture sanitarie del Piemonte nell'arco degli ultimi 8 anni, ha scoperto il via-vai di pazienti, favorito, secondo gli inquirenti, dalla mancanza di controlli da parte dei funzionari della Regione. Per questo motivo ci sono anche cinque funzionari indagati, colpevoli di non aver "incrociato" i dati. Sarebbe bastato confrontare le cartelle cliniche per rendersi conto del raggiro ai danni delle finanze pubbliche.








