
Tre italiani residenti a Ivrea, padre e figlio di 70 e 34 anni, e un complice 35enne, sono stati condannati ieri dal tribunale eporediese per diversi furti di rame messi a segno tra la fine del 2014 e i primi mesi del 2015. Secondo le indagini della polizia municipale, la banda avrebbe rubato rame in impianti sportivi, capannoni industriali ed edifici ex Olivetti a Ivrea. Tra i furti messi a segno, secondo la procura, anche uno allo stadio "Gino Pistoni", dove sparirono le grondaie delle tribune. Il giudice Ludovico Morello li ha condannati rispettivamente a 2 anni e 9 mesi, 2 anni e 1 mese, 1 anno e 11 mesi.
La banda era solita operare ad Ivrea e nei comuni limitrofi, ma anche in zone più lontane, tra le quali la provincia di Parma, asportando il prezioso metallo da abitazioni private, spesso isolate o abitate soltanto in alcuni periodi dell’anno, da capannoni industriali e da edifici e installazioni pubbliche, quali appunto lo stadio comunale eporediese.
Le indagini sono state condotte dalla Polizia Municipale di Ivrea, sotto la direzione della Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore Chiara Molinari, mediante attività di appostamento e pedinamento, analisi dei tabulati telefonici e utilizzo di sistemi di rilevazione satellitare gps, avvalendosi inoltre della preziosa collaborazione della Polizia Municipale di Borgo Val di Taro e del Nucleo Investigazioni Scientifiche e Tecnologiche della Polizia Municipale di Torino.








