
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Cooperativa sociale Divieto di Sosta in merito al mancato rientro in carcere di Andrea Petrillo, detenuto a Ivrea per rapina.
«Il 14 febbraio 2015 il nostro socio lavoratore Nicola Andrea Petrillo non è rientrato presso la Casa Circondariale di Ivrea dopo esserne uscito il mattino per fruire di un permesso concesso nell'ambito del suo programma di trattamento. Si è reso quindi protagonista di un fatto grave, che crediamo pregiudichi in modo non reversibile il suo percorso di inserimento socio lavorativo, fino a quel momento positivo. Dallo scorso mese di aprile 2014, Andrea Petrillo è stato uno dei protagonisti del progetto G.S,A. avviato dalla nostra cooperativa all'interno della Casa Circondariale di Ivrea, con impegno quotidiano, diventando presto uno dei punti di riferimento delle attività realizzate sotto l'egida del progetto. Questo suo livello di partecipazione e aderenza alle proposte, in aggiunta alle sue innegabili competenze, gli hanno consentito di sperimentare opportunità di integrazione anche all'esterno dell'istituto di pena.
Dallo scorso mese di luglio Andrea Petrillo ha avuto pertanto la possibilità di uscire dal carcere per svolgere attività al servizio della comunità territoriale, mostrando sempre condotte adeguate e partecipative. La sua scelta di non rientrare in istituto ci lascia sgomenti, per la gravità del gesto in sé e per la rottura del rapporto di fiducia che credevamo di aver costruito con lui in questo tempo di stretta collaborazione. In questi giorni di riflessione, il nostro pensiero va alla direttrice della Casa Circondariale di Ivrea che con coraggio e determinazione ha inteso mettersi in discussione decidendo di scommettere sulle persone e su modalità di gestione della pena più aperte al territorio e alle sue opportunità. Crediamo che il coraggio dimostrato in questa scelta debba essere comunque sostenuto nell'interesse di tutte le persone che ogni giorni escono e rientrano in istituto conducendo positivi percorsi di reinserimento e alimentando un'idea di penalità più moderna e attenta ai percorsi individuali.
Smentiamo in modo netto le illazioni comparse su alcuni media della carta stampata riguardo alla presunta sottrazione dell'incasso del bar presente all'interno dell'istituto in cui Andrea Petrillo lavorava. Dalle verifiche effettuate, infatti, non risultano ammanchi rispetto alle chiusure fiscali effettuate. Da ultimo vorremmo commentare il sensazionalismo di superficie con cui taluni operatori della comunicazione hanno dato rilievo alla notizia, evidenziando gli aspetti di colore legati alla personalità del sig. Petrillo. Crediamo che un'informazione più seria dovrebbe prendere in considerazione la complessità delle situazioni che vorrebbe raccontare, in modo da offrire ricostruzioni dei fatti e delle circostanze più puntuali e rispondenti.
Il gesto del sig. Petrillo è grave, e va denunciato senza indugio; accanto a questo vogliamo testimoniare la drammaticità dell'atto compiuto da una persona emotivamente fragile, incapace di mettere a valore le proprie competenze, condannandosi a non avere prospettive di futuro libero tanto per sé quanto, e questo risulta ancora più grave, nei confronti della propria famiglia. Attaccare col senno di poi chi decide di prendersi dei rischi offrendo opportunità e percorsi di valore crediamo sia un esercizio troppo facile da praticare, specie da chi passa il proprio tempo alla ricerca di facili sensazionalismi».
Ringraziando per il comunicato che ben sottolinea la posizione della cooperativa, ci preme sottolineare che, almeno su QC, non è stato fatto nessun sensazionalismo. La vicenda del signor Petrillo è ben nota a Ivrea in quanto autore di diverse rapine. Fatto non innegabile. Così come è innegabile che, a seguito del suo mancato rientro in carcere, il detenuto oggi sia ricercato per evasione. (a.p.)








