IVREA - Rapinatore evade dal carcere: caccia all'uomo
Nicola Petrillo, 41 anni, di Ivrea, non ha fatto rientro l'altra sera in carcere. Un rapinatore seriale è quindi evaso dalla casa circondariale eporediese dove era rinchiuso dal 2008 e nel quale sarebbe dovuto rimanere fino al 19 aprile del 2024. L'uomo, di giorno, lavorava per conto della cooperativa «Divieto di Sosta» di Torino (che è la stessa che gestisce il bar del penitenziario di Ivrea). Sabato sera non si è presentato all’istituto e non è rientrato dopo la giornata di lavoro. Alle 21 è scattato l'allarme. Adesso Petrillo è ricercato per evasione. 
 
Lo conoscono come il "rapinatore gentiluomo" perchè, durante i colpi, aveva l'indole della brava persone. Nel corso di una rapina in una banca d'Ivrea, ad esempio, si fece accompagnare a braccetto dalla direttrice dell'istituto bancario. Solo per raccontarle che i soldi di quel colpo servivano per curare un figlio malato in Germania. Niente di più falso, ovviamente. Petrillo si era poi rifugiato in un alloggio del Borghetto, sempre a Ivrea, dove era stato arrestato dai carabinieri. All'interno dell'alloggio i militari dell'Arma trovarono il vestito grigio usato per le rapine e 10 mila euro in contanti. Furono poi le testimonianze di alcune persone a confermare l'identikit del rapinatore seriale.
 
Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, il sindacao autonomo della polizia penitenziaria, chiede «dopo questi fatti che la direzione del penitenziario esamini con più attenzione i criteri e le condizioni che vengono applicati per l’immissione al lavoro dei detenuti. Chiediamo inoltre al Dap di voler verificare anche attraverso un’apposita ispezione alcuni fatti accaduti nei giorni scorsi a Ivrea, che a quanto sembra non sono stati ritenuti di interesse disciplinare, consentendo a detenuti responsabili di percosse tra loro di continuare a fruire del regime di lavoro esterno».