CANAVESE - Raccolta rifiuti: ad Ivrea e nell'eporediese «si può fare di più» secondo le analisi della Città metropolitana

IVREA - Ulteriori analisi effettuate dalla Città Metropolitana di Torino sulla raccolta del rifiuto indifferenziato, hanno purtroppo confermato che la qualità della raccolta differenziata è notevolmente migliorabile nei Comuni serviti da Scs che si occupa della raccolta a Ivrea nei Comuni dell'eporediese. Questo tipo di monitoraggi ha l’obiettivo di evidenziare quali e quanti rifiuti ancora differenziabili vengono comunque gettati nell’indifferenziato. Nel corso delle analisi sui rifiuti indifferenziati, infatti, sono emerse alcune percentuali significative di rifiuto organico (circa il 13%), imballaggi in plastica (circa il 16%), carta e cartone (22%), vetro (2%), ferro ed alluminio (4%).

Se consideriamo che in media, nel territorio, vengono raccolte circa 15.700 tonnellate di rifiuto indifferenziato all’anno i dati certificano che vengono buttate via ogni anno, ad esempio, 1.997 tonnellate di Organico, 2.581 tonnellate di Imballaggi In Plastica e 3.377 tonnellate di Carta e Cartone. Tutti materiali sottratti al percorso di recupero e riciclo, ma anche una perdita di percentuale di raccolta differenziata stimabile in almeno 15 punti percentuali con riflessi non solo ambientali, ma anche economici per Scs, per i Comuni soci e per i cittadini che ne fanno parte.

Nel passato per poter arginare soprattutto i problemi connessi agli errati conferimenti nelle campane stradali, Società Canavesana Servizi ha fatto una campagna mirata allo spostamento, ove concesso dalle amministrazioni, di campane posizionate in zone ritenute non idonee. «Riteniamo che questo tipo di interventi, però, non possa più essere sufficiente - dice il direttore Andrea Grigolon - se consideriamo il progressivo peggioramento soprattutto della raccolta degli imballaggi plastici, e se allarghiamo la riflessione non solo alla quantità di errori ma anche alla tipologia di rifiuti che troviamo tra le impurità».

«Se guardiamo, ad esempio, alla grande presenza di organico conferito impropriamente, confermata anche dalle analisi sull’indifferenziato, prosegue il direttore SCS, possiamo ricondurla a utenti che, non volendo richiedere la raccolta porta a porta e dichiarando l’auto compostaggio senza effettivamente praticarlo, smaltiscono in realtà i propri rifiuti all’interno delle campane del territorio o in altri tipi di raccolte. Rafforzare i controlli su chi dichiara di effettuare il compostaggio domestico può, quindi, rappresentare una ulteriore area di lavoro che ci permetterebbe di far emergere un altro aspetto critico dei sistemi di raccolta e che può essere strutturata e organizzata in sinergia con i Comuni».

Scs sta valutando altre misure sia comunicative per veicolare il più possibile una corretta informazione sia tecniche per agevolare il conferimento di materiali corretti che verranno condivise con le amministrazioni per cercare di intervenire sulle criticità emerse, partendo dal presupposto che sicuramente nulla può funzionare senza il coinvolgimento e la collaborazione dei cittadini, i veri promotori di un reale cambiamento.