IVREA - «Questo non è amore»: la campagna anti-violenza di genere della Polizia

IVREA - La città di Ivrea è stata protagonista della campagna contro la violenza sulle donne "Questo non è amore". 
L'iniziativa, nato da un progetto della Polizia di Stato, ha fatto tappa nella città eporediese, dove lo scorso 29 maggio ha attivato un punto di ascolto in Piazza Ottinetti.

All'evento hanno partecipato, per la sensibilizzazione, la  Casa delle donne di Ivrea, rifugio di ascolto e aiuto e centro di diffusione della cultura femminile, e il centro antiviolenza Punto a capo di Chivasso, presieduto da Lina Borghesio, che ha dichiarato importante sostenere le donne vittime di violenza: «Nel 2020 abbiamo seguito 146 casi e in questo 2021 siamo già a 87. I soggetti vanno dai 18 ai 73 anni, senza distinzioni di classi sociali e di livello culturale. Garantiamo ascolto, accoglienza, supporto psicologico, tutela legale ed assistenza nel percorso verso l'autonomia. Abbiamo anche programmi per rieducare i maltrattanti prevenendo così la reiterazione del reato». 

Il progetto ha l'obbiettivo di sostenere la battaglia contro le violenze sulle donne, che durante la pandemia, è un'emergenza.   «Il confinamento ha reso spesso impossibile il denunciare quanto si subiva», ha detto il vice ispettore Carmen Vece della Questura di Torino. «Durante il primo lockdown telefonavamo a quelle donne che sapevamo essere già state vittime in passato e, in un caso, siamo riusciti a contattarne una proprio mentre veniva maltrattata e ad intervenire. Spesso manca la consapevolezza che quanto stanno subendo non fa parte di un corretto rapporto familiare. La dipendenza economica dal marito e la paura di ritorsioni sono altri fattori che inducono a rimanere in silenzio» ha concluso Vece. 

Il vice ispettore Lucia Romano del Commissariato di Ivrea ha aggiunto: «I nostri operatori collaborano con centri anti violenza per evitare anche che le donne, nelle fasi d'accertamento di quanto accaduto, rivivano i traumi sofferti. Ci siamo dotati di una banca dati con i nomi dei nuclei familiari che hanno avuto casi di violenza ai fini di monitorare le situazioni». (ETB)

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