Di telefonino in telefonino. Di computer in computer. E' da stamattina che a Ivrea, gira un messaggio, partito da chissà dove, che segnala lo stupro di due donne da parte di altrettanti profughi di colore. Una violenza avvenuta in città nei giorni scorsi. «Ma il comune di Ivrea e la stampa locale non si sono espressi a riguardo mettendo tutto a tacere! Come mai? Forse perché sono i primi a volere e ad essere favorevoli a questa immigrazione clandestina?» dice il messaggio, invitando il sindaco eporediese Carlo Della Pepa a intervenire sull'argomento.
«Ora fatevi avanti e prendetevi le vostre responsabilità - dice ancora il messaggio - caro Comune di Ivrea e signor sindaco Carlo della Pepa, cosa pensato a riguardo? Oltre a fare feste del vostro partito, eventi per favorire la coesione tra eporediesi e clandestini, pensate anche di tutelare i vostri cittadini e dare giustizia a queste due ragazze? Facciamo girare la notizia perché nel 2015 non può esistere il silenzio di stampa evitando così di dover dare delle spiegazioni al popolo».
Del caso se ne sta occupando la polizia. E non perchè lo stupro sia vero. Anzi: sia polizia che carabinieri hanno categoricamente smentito quanto scritto nel messaggio. No, le forze dell'ordine stanno lavorando per risalire all'autore del messaggio che, vista la diffusione social, andrà probabilmente incontro a una denuncia per procurato allarme.
A rispondere all'ondata di indignazione provocata dal falso messaggio, ci ha pensato sul proprio profilo Facebook il presidente del consiglio comunale di Ivrea, Elisabetta Ballurio. «Consiglio di verificare le informazioni prima di pubblicarne di così gravi. Come invece ha fatto proprio il sindaco Carlo Della Pepa che ha verificato con le forze dell'ordine che si trattava di una notizia falsa. Non so se lei o i suoi cari abbiate mai patito diffamazioni o attacchi gratuiti (scrive rivolta a un utente che ha postato il messaggio ndr). In qualunque caso mediti ciò che le informazioni false di questo genere possano provocare. I problemi dell'immigrazione e dell'integrazione sono problemi seri per chi emigra e per chi accoglie e in modo serio devono essere affrontati e risolti. Mi auguro per tutti noi e anche per lei che questo suo post non crei altra violenza o sofferenza dove ce n'è già a sufficienza».








