
L'Asl To4 di Ivrea ha approvato il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale sulle polmoniti acquisite in comunità dell’età pediatrica (da 4 settimane a 13 anni). Un percorso condiviso tra ospedale, territorio e centro di riferimento regionale: le pediatrie e Neonatologie degli ospedali di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea, i pediatri di famiglia convenzionati con l’Asl e il presidio ospedaliero Regina Margherita di Torino.
In Europa, l’incidenza delle polmoniti per i piccoli di età inferiore a 5 anni è stimata pari a 30-40 casi su 1000 bambini, mentre nei soggetti di età compresa tra 5 e 16 anni è di 11-16 casi su 1000 bambini. Il picco di incidenza si verifica nei mesi più freddi, sia per la maggior circolazione dei principali agenti virali, sia per il maggior affollamento tra i bambini (all’asilo e a scuola). In Italia, il picco massimo delle forme dovute allo pneumococco si osserva tra gennaio e febbraio. In considerazione dell’elevata rilevanza clinica, sociale ed economica delle polmoniti, una diagnosi tempestiva e un’impostazione terapeutica appropriata sono essenziali per contenere l’impatto della malattia. L'Asl ha quindi definito ul percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale di riferimento. Nella consapevolezza che condividere un percorso non implichi perdere autonomia e flessibilità, ma avere a disposizione uno strumento che sia di supporto nella quotidianità operativa.
«Proseguiamo anche dal punto di vista clinico, un’azione di coinvolgimento, di integrazione e di sinergia tra tutti gli attori interessati a una tematica - dice il direttore dell'Asl, Lorenzo Ardissone - compreso Cittadinanzattiva in qualità di rappresentanza della popolazione. Lo strumento elaborato può aiutarci a mantenere la qualità dell’assistenza sanitaria e, contemporaneamente, ad attuare tutte le strategie per ridurre varie tipologie di sprechi».
«L’obiettivo di questo percorso – riferisce il direttore sanitario Giovanni La Valle – è quello di migliorare l’approccio al piccolo paziente con polmonite acquisita che acceda al pediatra o al medico di famiglia oppure al pronto soccorso. Ma anche favorendo, nel contempo, l’aderenza alle linee guida nella scelta dell’antibioticoterapia in funzione di efficacia e di costi e riducendo l’esecuzione di esami radiologici ed ematici non indicati, nel rispetto dei bisogni di salute del piccolo utente».








