
IVREA - Mercoledì 9 dicembre il Personale Giudiziario del Tribunale d'Ivrea aderirà in forma massiva allo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali del pubblico impiego, cogliendo l’occasione per dar voce a un disagio profondo e silenzioso che dura ormai da sette anni. L’attuale Tribunale d’Ivrea, che conta un circondario di 514.000 abitanti a seguito di un accorpamento territoriale, soffre ancora di una scopertura complessiva del personale giudiziario superiore al 50% (superando il 75% nell’area delle figure direttive). A distanza di sette anni dalla riforma della geografia giudiziaria, infatti, non c’è ancora alcuna corrispondenza a una pianta organica amministrativa adeguata e a spazi altrettanto adeguati ad accoglierlo.
«Tale situazione assume contorni drammatici nell’attualità del periodo, in cui il contagio da Covid-19 e le misure necessarie a prevenirlo e curarlo assottigliano ulteriormente il numero dei dipendenti - fanno sapere le Rsu sindacali - tanto per fare un po’ di statistica e citando i dati emergenti dal Consiglio Giudiziario: il rapporto giudici/abitanti dei tribunali piemontesi è di 1/11.624, mentre il rapporto a Ivrea diventa di un giudice su 22.347 abitanti (e il numero dei giudici presenti è decisamente al di sopra del numero del personale giudiziario in servizio). Il Tribunale di Ivrea, pur essendo per ampiezza territoriale il secondo tribunale del Piemonte, conta un organico teorico di sole 66 unità (36 effettive), mentre Alessandria all’incirca 105, Cuneo poco meno di 92 ed Asti intorno ai 72. Sempre in termini di statistica rileviamo che a Ivrea il flusso in ingresso dei soli procedimenti civili è pari a 7.621 (con una evasione annuale di 7.474 fascicoli), mentre Alessandria ne conta 6.720, Cuneo 6.094 e Asti 6.082. In ambito penale il flusso in ingresso è pari a 1235 procedimenti, mentre i numeri del GIP raddoppiano sino a divenire 3834».
«L’attività del personale non giudicante di un Ufficio giudiziario è un servizio essenziale ai fini della Giustizia, imprescindibile e indifferibile. Tale consapevolezza fa sì che tutto il personale del Tribunale d’Ivrea, lavori - anche in ragione della responsabilità soggettiva a cui il dipendente giustizia è chiamato - ben oltre il previsto orario contrattuale, anche al fine di garantire i livelli di produttività ed efficienza dell’ufficio. Per il dipendente di questo Tribunale, lo spirito di resa del servizio è ormai divenuto sinonimo di sacrificio, al fine di supplire in via personale alle carenze e disfunzioni dell’Amministrazione che rappresenta, senza pretese di riconoscimento e in un generale clima d’insoddisfazione. Per questo motivo, al di là di ogni iconoclastica rappresentazione del dipendente pubblico, il personale giudiziario del Tribunale d’Ivrea (in prima linea nel difficile rapporto tra utenza e istituzione) il 9 dicembre 2020 ribadirà la propria volontà di lavorare in condizioni di poter rappresentare la propria Amministrazione in termini di qualità, servizio ed efficienza».








