
IVREA - A 77 anni, originario di Favria, muore alla Rsa Saudino dopo essere caduto dal letto. A sette anni da quell'episodio, il tribunale di Ivrea ha assolto la dottoressa accusata di omicidio colposo, come richiesto anche dall’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Carlo Introvigne. L'episodio risale al luglio del 2013. Il paziente soffriva di uno stato di agitazione psicomotoria.
Pur sistemato in un letto con le sbarre, l'uomo trovò il modo di superarle e cadendo si provocò la frattura del femore. Purtroppo, vista l’impossibilità di subire un intervento chirurgico in virtù del quadro clinico, le condizioni dell'uomo si aggravarono fino al decesso, avvenuto qualche giorno dopo. Nei guai è così finita la dottoressa che si doveva occupare dei pazienti.
La sua condotta sarebbe stata omissiva e negligente, secondo l'accusa, perché avrebbe potuto usare altri mezzi di contenimento o ricorrere a una maggiore sedazione. Una tesi respinta dal giudice che ha invece assolto la dottoressa. La difesa ha dimostrato in aula che mettere il paziente in un letto con le sbarre alzate e somministrargli i normali farmaci antidolorifici e antipsicotici, secondo le linee guida, era tutto quello che l'imputata avrebbe dovuto fare e che ha fatto. Non sarebbe stato consono legare il paziente a letto o somministrargli altre dosi di farmaci.








