IVREA - Partono in Canavese le terze dosi. In Piemonte mancano all'appello circa 720 mila persone non vaccinate

IVREA - Arriveranno a destinazione domani i furgoni del corriere di Poste Italiane, SDA, per la consegna a Ivrea di 3200 dosi del vaccino Moderna. Nella giornata di domani alcuni mezzi speciali, attrezzati con celle frigorifere, prenderanno in carico i vaccini Moderna a Chiavari e proseguiranno il loro viaggio, sempre grazie ai mezzi di SDA, per raggiungere le loro destinazioni finali presso le Farmacie Ospedaliere di Cambiano, Rivoli e Ivrea. In totale il Corriere Sda, in collaborazione con l’Esercito Italiano, sta consegnando in Italia 369.200 dosi di Moderna.

Il Piemonte ha ormai completato i richiami del 90% dei cittadini che hanno aderito, oltre 3,3 milioni di persone che rappresentano il 72,7% della popolazione over 12 degli aventi diritto. Mancano infatti all’appello circa 720 mila persone che non hanno ancora manifestato la volontà di essere vaccinati. Per provare a convincerli la Regione Piemonte sta mettendo in campo numerose iniziative che facilitino la vaccinazione, come ad esempio l’unità mobile per i grandi eventi. Il Presidente della Regione, Alberto Cirio, sottolinea l’importanza che le persone che non hanno ancora aderito lo facciano, «perché avere paura verso un virus e un farmaco che sono entrambi nuovi è comprensibile, ma bisogna avere fiducia nella scienza e se le 700 mila persone che mancano all’appello aderissero, il Piemonte con la sua capacità vaccinale sarebbe in grado di immunizzare rapidamente il 100% degli over 12 mettendo in totale sicurezza il territorio e i suoi cittadini». 

Fanno fede i dati delle terapie intensive dove giornalmente la percentuale di ricoveri riguarda per il 70/80% pazienti non vaccinati. Il Piemonte è stata una delle prime regioni a partire con la terza dose, cominciando dai pazienti immunodepressi individuati dalla circolare ministeriale, circa 53 mila sul territorio regionale, 6500 in Canavese. L'obiettivo è completare nell'arco di 20 giorni la somministrazione della terza dose alle persone che per gravi patologie hanno necessità di essere protette prima degli altri.

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