
Si stringe il cerchio delle indagini sull'omicidio di Benito Peloso, il pensionato d'Ivrea trovato morto, mercoledì scorso, all'interno della propria abitazione di via De Gasperi. Non ci sono indagati, al momento, ma c'è una persona che risulterebbe fortemente sospettata. Dalla procura d'Ivrea bocche cucite ma, nelle ultime ore, gli inquirenti stanno battendo una pista ben precisa.
Secondo i carabinieri del comando provinciale di Torino, ai quali la procura eporediese ha affidato le indagini, Benito Peloso conosceva il suo assassino. Non si sarebbe trattato di una rapina anche se, dall'alloggio, sono spariti i 700 euro di pensione che l'anziano aveva ritirato poche ore prima del decesso. Tra le ipotesi anche quella di un delitto a sfondo sessuale se è vero, come hanno raccontato alcuni testimoni ai militari dell'Arma, che spesso, in quell'alloggio c'era un via vai di donne.
Al momento, però, non ci sono risposte certe ad alcuni dei dettagli più oscuri della vicenda. A partire da quel foglio di giornale infilato nella gola del pensionato (probabilmente dal killer) e dal mancato ritrovamento della chiave del bagno. Probabilmente l'assassino ha lasciato proprio su quella chiave alcune impronte digitali e ha deciso di farla sparire.
Ulteriori novità sono attese nelle prossime ore.








