
S'infittisce il giallo sulla morte di Daniela Golfrè Andreasi, la maestra 58enne di Azeglio, deceduta sabato all'ospedale d'Ivrea. L'Asl To4 conferma che la donna ha avuto un primo accesso al pronto soccorso eporediese nella mattinata di giovedì 26 febbraio, lamentando mal di schiena irradiato all’arto inferiore, presente da circa dieci giorni. «La signora stessa aveva portato con sé una risonanza magnetica della colonna vertebrale effettuata recentemente presso un centro privato - spiega l'azienda sanitaria - è stata visitata, anche dallo specialista ortopedico, ed è stata prescritta la terapia del caso, che ha risolto i sintomi acuti e ne ha permesso la dimissione».
In quel momento non è stata riscontrata alcuna alterazione della cute e dei tessuti molli. La paziente, giovane, collaborante, ha riferito con precisione ai sanitari i sintomi del momento, non indicando episodi febbrili o altri stati anomali di salute. «Non presentava visivamente segni cutanei indicanti anomalie a carico degli arti inferiori (arrossamento, edema o livori cutanei). Nella tarda serata di venerdì 27 febbraio, quando è ritornata in pronto soccorso, le sue condizioni sono apparse subito critiche: era presente un’infezione grave che interessava la regione lombare e l’arto sinistro. Sono state effettuate in urgenza tutte le terapie del caso, ma purtroppo la signora è deceduta nella prima mattinata di sabato 28 febbraio».
Circa un mese fa la maestra di Azeglio era stata sottoposta a un intervento chirurgico presso altra struttura non di competenza dell’Asl To4 d'Ivrea. «Circa tale intervento - specifica l'azienda sanitaria - non si dispone di specifici dettagli. L’Asl per prima ha voluto fare chiarezza sulle cause del decesso della signora, disponendo un’autopsia diagnostica. La procura della Repubblica, alla quale l’azienda assicura come sempre la massima collaborazione, ha poi deciso per un’autopsia giudiziaria».
«La direzione generale è sinceramente vicina alla famiglia della signora per il doloroso lutto che l’ha improvvisamente colpita e dichiara la massima disponibilità a far chiarezza su quanto avvenuto, compresa la ricerca di eventuali responsabilità clinico-assistenziali, che peraltro al momento sembrano escluse».








