
Sono stati assolti i due marescialli della guardia di finanza finiti a processo per collusione. Sono Lucio Greco, 41 anni di Ivrea, difeso dall’avvocato Ferdinando Ferrero, e Daniele Musso, 50 anni di Montalto Dora, difeso dall’avvocato Claudio D’Alessandro. Con loro, sul banco degli imputati, è finito anche l’ex finanziere Pier Giuseppe Corrotto, 50 anni di Ivrea, difeso dall’avvocato Marina Vaciago, assolto dalle accuse di collusione ma condannato per fatture false a anno e sei mesi.
Secondo l’accusa i due marescialli, un tempo in servizio alla compagnia di Ivrea, avrebbero volutamente tardato ad avviare le indagini sulla società «Koha» che faceva riferimento a Corrotto. Era stata la procura di Rimini, per prima, a scoprire, tra il 2012 e il 2013, l’esistenza di società dai nomi fantasiosi, Koha, Boyager, Yamay, che avevano il solo scopo di produrre false fatture e permettere agli ideatori della truffa di frodare il fisco. Un giro di cartiere costruite ad hoc per dirottare su società fantasma i soldi provenienti dalle sponsorizzazioni delle gare di rally.
L’organizzazione è stata scoperta dalla guardia di finanza di Rimini ma un secondo filone d’indagine è stato portato avanti dalla compagnia di Ivrea, in quanto le società avevano come amministratori degli eporediesi. Il pubblico ministero Vittorio Corsi aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per i marescialli della guardia di finanza e a due anni per l'imprenditore eporediese.








