
IVREA - Storia agghiacciante quella che si è conclusa ieri, in primo grado, al tribunale di Ivrea dove una donna di 41 anni è stata condannata per gli abusi sessuali nei confronti del figlio che, all'epoca dei fatti, aveva appena cinque anni. Pesante la condanna: 24 anni di reclusione e 200mila euro di risarcimento al bambino. Una condanna anche più pesante delle richieste dell'accusa che per la donna aveva chiesto 21 anni e sei mesi di carcere. La sentenza è giunta ieri dopo che il collegio giudicante ha respinto la richiesta dei legali della donna di sottoporla ad una perizia psichiatrica.
Oltre che per violenza sessuale nei confronti del figlio la donna era anche accusata di pedo-pornografia dal momento che aveva realizzato dei video degli abusi poi inviati all'allora compagno che non era il padre del bimbo. L'uomo, un 57 enne della Val d'Ossola, è già stato condannato con il rito abbreviato a 12 anni di carcere per gli stessi fatti. Alla base del comportamento della donna ci sarebbe stata una fantomatica «donna dagli occhi di ghiaccio» che voleva che agisse in quel modo per poterla aiutare ad uscire dalla comunità protetta. Tutto frutto della fantasia del compagno che, in quel modo, aveva completamente soggiocato la donna.
Gli abusi sono stati commessi nel 2020 in una struttura del Canavese dove la mamma e il bambino erano ospiti perché vittime di maltrattamenti. A denunciare il caso alla procura è stata un'altra figlia della donna alla quale lei inviava i video.
La sentenza del tribunale di Ivrea ha previsto per la 41enne anche la sospensione della potestà genitoriale, l'interdizione dai pubblici uffici e il divieto di avvicinamento a minori. Tra novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza poi i legali potranno presentare ricorso in appello.








