
IVREA - Sono giorni di lutto a Ivrea per Ginevra Russo. Gin, come era chiamata da tutti, si è spenta il 21 dicembre, a soli 52 anni, dopo una vita segnata dalla sclerosi multipla, diagnosticata nel 1994. Fino a quel momento, Gin aveva vissuto una giovinezza intensa e ricca di esperienze: il liceo Gramsci, un anno all'estero in Canada, la maturità, i viaggi, la passione per il tennis, la musica, il disegno e gli studi universitari a Milano. Poi la malattia scoperta ai soli 18 anni, che nel tempo le ha tolto il movimento, la parola e la deglutizione.
La comunità si è stretta intorno alla sua famiglia nelle giornate del rosario e del funerale, celebrato il 23 dicembre nella chiesa del Sacro Cuore. In tanti hanno voluto dedicarle un pensiero con preghiere e scritti testimoniando affetto e vicinanza. I suoi genitori Gianni e Renata, la sorella Cristiana e il fratello Valerio l’hanno ricordata così, sottolineandole la forza e l’energia positiva che sapeva trasmettere agli altri: «La nostra amata Gin ci guarda dal cielo. Il suo sorriso e il suo coraggio saranno sempre con noi. La sua simpatia, solarità e altruismo ci accompagneranno per tutta la vita. Ci mancherà la sua quotidiana presenza, ma vivrà ogni giorno con noi e in noi».
Insieme alla sua famiglia, Ginevra ha cercato di superare ogni ostacolo imposto dalla malattia. Quando si è intensificata ed è diventata sempre più insidiosa, Gin ha dovuto rinunciare agli studi trovando nuovi interessi come l’ikebana, i pellegrinaggi a Lourdes e i soggiorni al mare. Quando l’eporediese non poteva più camminare, non si fermava e scopriva il mondo in sedia a rotelle. Quando non poteva più andare ai concerti, i concerti venivano da lei: un coro si è esibito nel cortile vicino a casa, trasformando la giornata in una festa per tutto il villaggio. Quando non poteva più bere, assaporava l’aroma del caffè sulle labbra. Quando non poteva più leggere, elemento essenziale per Gin, la famiglia le ha garantito comunque questo stimolo: ogni giorno, amici e volontari venivano a casa per leggerle libri, anche in lingue diverse. Gin ha raccontato il suo mondo e i suoi pensieri attraverso internet, nel blog «Il sorriso di Gin».
Con il supporto della sua famiglia, ha condiviso riflessioni piene di speranza, gratitudine e ironia. «Da diversi anni condivido la mia vita con la sclerosi multipla, che però non è riuscita a togliermi il sorriso, la speranza e la voglia di vivere - scriveva Gin - Una mia amica una volta mi ha detto: “Gin, se non ci fossi tu non esisterebbero i sorrisi delle persone, perché solo tu con il tuo sorriso, il tuo sguardo, i tuoi occhi e le tue parole riesci a tirar fuori il meglio di noi… soprattutto di me!”». Il blog era il suo modo di comunicare al mondo, di raccontare la sua vita e condividere i suoi pensieri. Gin credeva profondamente nel potere del sorriso, che definiva «un dono incredibile». «Ho letto che il sorriso mette in movimento una serie di muscoli facciali e funziona anche come deterrente contro le rughe. Allora, anche per questo motivo, è molto meglio sorridere alla vita. Inoltre, l’atmosfera che ci circonda ne guadagna incredibilmente! Impariamo a sorridere e la vita ci risponderà con un sorriso» scriveva la 52enne canavesana, regalandoci l’ultimo preziosissimo dono da cui prendere esempio.











