IVREA - Lo spirito dello Storico Carnevale «colora» il reparto di oncologia - FOTO
I colori dello Storico Carnevale irrompono all'ospedale di Ivrea. E lo fanno in uno dei reparti più delicati. Quello di oncologia. Quello per il quale migliaia di canavesani si sono mobilitati, nei mesi scorsi, con un'imponente raccolta firme. Ideata e promossa per testimoniare la vicinanza del territorio a un servizio che non può essere ridimensionato o, addirittura, chiuso e trasferito altrove. 
 
Nei giorni scorsi, una paziente di quel reparto, ci ha contattato, spedendoci una segnalazione che abbiamo reputato importante. «Vorrei segnalare come il personale di questo reparto si prodighi ogni giorno per farci sentire come se fossimo a casa. In questi giorni di carnevale hanno allestito il reparto con bandiere e stendardi del carnevale, come lo hanno allestito per Natale ed Epifania semplicemente con "amore" e mi piacerebbe ringraziarli invitandovi qui per scattate e pubblicare qualche fotografia». 
 
Dopo aver contattato, come da prassi, l'Asl To4, abbiamo visitato l'altro giorno il reparto dell'ospedale. Le immagini che trovate sotto valgono più di 100 descrizioni. Qui, medici, infermieri e pazienti, combattono insieme una battaglia spietata, difficile, a volte quasi impossibile. Per questo, quando l'occasione è propizia, è giusto e importante far sentire i pazienti a casa. Colorare il reparto, renderlo più umano. Dare loro un motivo in più per continuare a combattere come leoni. A Ivrea non c'è nulla di più proprizio che lo storico carnevale. In fondo, se queste persone non possono andare al carnevale, perchè il carnevale non può entrare in ospedale?
 
«C'è un beneficio reale per tutti - dicono i medici - sono iniziative nate spontaneamente all'interno del reparto. Questo aiuta operatori, pazienti e parenti. Le attività vengono svolte coinvolgendo i pazienti e, per qualche ora, li distolgono dal mondo della malattia e della cruda realtà». Sabato i pifferi di Bajo Dora hanno fatto visita al reparto, portando ulteriore calore. «Non curiamo le persone, ce ne prendiamo cura. In tutto e per tutto». Lo specchio di una sanità che sa andare oltre le cartelle cliniche, gli esami e i freddi numeri.