IVREA - Liceo Gramsci senza aule per le prime: 49 ragazzi respinti

Protesta, l'altra mattina a Ivrea, da parte di un gruppo di genitori di futuri liceali che si sono visti respingere la richiesta d'iscrizione dei figli all'indirizzo sportivo dello scientifico Gramsci. Al liceo eporediese sono arrivate 323 nuove iscrizioni, 77 delle quali per l'indirizzo sportivo. Ma nel plesso c'è posto solo per una nuova classe prima: 49 ragazzi sono stati quindi respinti perché in esubero e invitati a scegliere un altro istituto. I genitori hanno scritto una lettera all'Ufficio scolastico regionale in quanto l'esclusione per motivi logistici, sarebbe «una violazione del diritto allo studio». I genitori hanno scritto una lettera per raccontare quello che è successo. La riceviamo e pubblichiamo in attesa di eventuali risposte ufficiali da parte della scuola.

«Siamo 49 famiglie che stanno combattendo contro l’istituzione scolastica che dovrebbe garantire il futuro dei nostri ragazzi: tra circa 1000 ragazzi che il prossimo anno inizieranno la scuola superiore, solo 49 non verranno accettati perché hanno scelto di iscriversi all’indirizzo Scientifico Sportivo del Gramsci. Infatti, dei 77 alunni iscritti a questo indirizzo, solamente i primi 28 saranno accettati in base ad una graduatoria che non ha riguardato tutti gli altri indirizzi. Questo ci viene comunicato tramite mail (inviata dal Gramsci) il giorno 16 febbraio, unitamente al fatto che, anche la seconda scelta, effettuata in fase di preiscrizione, seppur rivolta ad altri indirizzi del Gramsci, non potrà ugualmente essere accettata perché le classi risultano già al completo. Scopriamo così che, trattandosi di una seconda scelta, si è passati in coda a tutti gli altri che l’hanno effettuata come prima scelta e sono stati accettati.

Ci vengono dunque chiuse completamente le porta dell’Istituto scolastico del Liceo Scientifico Gramsci! Nella mail viene quindi richiesto di fornire, inderogabilmente, entro il lunedì 19 alle ore 12, ovvero entro meno di tre giorni (coincidenti con un fine settimana!) una nuova scuola, al quale si preoccuperebbero loro di trasmettere (premurosamente…) la nostra richiesta di iscrizione. Qualche mamma, presa dall’ansia, prova a rivolgersi telefonicamente al Botta (ovviamente un ripiego rispetto alle scelte effettate) ma anche questo istituto pare abbia già le classi al completo. Insomma ad Ivrea non ci sono altre possibilità, se non gli istituti tecnici, perché il Liceo Gramsci è l’unico liceo scientifico del territorio.

La Preside giovedì 23 ci riceve e ci informa che l’indomani avrà un incontro con la Città Metropolitana, l’ente che si occupa della gestione delle strutture scolastiche. E’ ottimista: cercherà di ottenere una nuova classe dell’indirizzo Scientifico Sportivo ed anche una di Scienze applicate nella quale fare confluire coloro che non rientrerebbero nemmeno nella seconda classe dello sportivo. Impossibile sapere l’esito dell’incontro fino al lunedì successivo. Lunedì 26 riceviamo una mail dalla Città Metropolitana, che pare si sia fatta carico del problema sollevando la Dirigente del Gramsci dalla questione. Nella missiva ci viene intimato di fornire, entro il giorno giovedì 1 marzo, il nominativo di un nuovo Istituto. Gentilmente viene allegata una tabella con le disponibilità (al momento) dei posti nei diversi istituti: prendiamo atto che a Rivarolo, piuttosto che a Caluso, alcuni posti ancora ci sono! Qualche povero genitore, intimidito e timoroso, fornisce il nominativo di un altro istituto, lontano da casa o non corrispondente alle attitudini ed ambizioni del figlio.

Mercoledì 28 febbraio, riceviamo una mail dal Miur in cui, a coloro che non avevano fornito ulteriori scelte, viene detto che la nostra domanda è stata preso in carico dal Gramsci ma la sua accettazione è subordinata alla realizzazione di una nuova classe. A coloro che avevano fornito il nominativo di un altro istituto, invece, viene comunicato che la loro domanda è stata presa in carico dal nuovo istituto. Dunque costoro si trovano iscritti a Caluso o al Botta di Ivrea (ma anche qui l’accettazione è subordinata alla realizzazione di una nuova classe!). Noi genitori siamo sconcertati. I nostri figli estremamente avviliti, demotivati.

Il loro diritto allo studio (tra l’altro dell’obbligo fino ai 16 anni) viene calpestato: per aver espresso una preferenza (indirizzo sportivo), dopo esser stati sottoposti ad una graduatoria, sono stati infatti respinti da tutti gli indirizzi della scuola scelta. Questi i fatti che rendono doverose tutte le iniziative del caso per dare spazio ai nostri ragazzi! Perché ci viene comunicato che le ragioni di quanto accaduto sarebbero logistiche, “di spazi”, “di soldi”, ma l’educazione dei nostri figli, le loro scelte esistenziali, non debbono essere soggette (e solo nel loro caso) a logiche economiche».