
Una lettera aperta al premier Matteo Renzi per scongiurare la chiusura definitiva dell’Olivetti.
E’ questa la mossa decisa da un gruppo consistente di lavoratori (circa 160 i firmatari) all’indomani dell’annuncio del piano industriale con il quale sono stati formalizzati 332 esuberi. Che su un totale di 540 dipendenti equivalgono ad una sostanziale cessazione della secolare attività dell’azienda eporediese.
Una lettera aperta indirizzata anche al presidente della Regione Sergio Chiamparino e ai sindaci della Città metropolitana, Piero Fassino, e di Ivrea, Carlo Della Pepa. Proprio quest’ultimo ha già in precedenza sollecitato un intervento governativo, scrivendo a sua volta al presidente del Consiglio per sollecitare l’apertura di un tavolo nazionale che affronti la questione del destino dell’azienda simbolo dell’informatica italiana.
A sua volta Renzi, sollecitato in tal senso anche da un ascoltatore mentre era ospite alla trasmissione “Radio anch’io” di Radio 1, aveva già promesso un incontro con i vertici di Telecom, il cui amministratore delegato, peraltro, dopodomani (giovedì 25) incontrerà il presidente della Regione Piemonte. Un incontro atteso e sollecitato dai lavoratori, stanchi di vuote promesse e di piani di rilancio industriale disattesi. “Anche questo piano che cos’è in realtà? Come è chiaro a tutti coloro che ancora lavorano in azienda – e sono 540 contro le 55mila degli anni Ottanta – non prevede altro che la perdita ulteriore di posti di lavoro e la chiusura definitiva dell’Olivetti. Del resto, come si potrebbe chiamare un piano industriale che prevede la fuoriuscita del 60% del personale? Come può essere un’occasione di rilancio se svuota l’azienda delle attività più importanti sulle quali Olivetti è ancora, indubbiamente, leader del mercato?”.
Di fronte a prospettive non certo rosee, i lavoratori chiedono ai rappresentanti delle istituzioni di sostenere la loro lotta contro la chiusura dell’azienda: “Aiutateci ad avere un confronto con i vertici di Telecom perché promuova un piano industriale vero. Servono però investimenti reali, non camuffati. Gli attuali 60 milioni di euro messi a disposizione da Telecom servono solo per estromettere i lavoratori”. Ora, in attesa di un eventuale intervento del Governo, i riflettori sono puntati sull’incontro di dopodomani tra Chiamparino e l’ad di Telecom, Marco Patuano.
Sul tavolo, fra i punti all’ordine del giorno, la questione delle ricollocazioni dei lavoratori di Ivrea che, secondo quanto emerso dall’incontro con i sindacati di mercoledì scorso, dovrebbero fare riferimento alla Telecom di Torino. A condizioni ancora tutte da discutere.
Nel frattempo, proprio in questi giorni è attesa da parte dell’azienda l’apertura formale della procedura di mobilità.








