IVREA - La radiologa va a processo per omicidio colposo
Una micro frattura cervicale individuata, secondo la procura, in ritardo e Carmelo Cannatà, 83 anni di Bollengo, muore per una compressione al midollo osseo. La radiologa dell'ospedale di Ivrea, Elis Prando 40 anni residente a Viverone (Biella), finisce a processo per omicidio colposo. 
 
I fatti risalgono al 1 giugno del 2010. Il pensionato, a bordo della sua auto, sta percorrendo corso Botta in contromano. Vicino alla torre di Santo Stefano si scontra con un altro mezzo. Il botto è tremendo ma l'anziano sembra potersela cavare. Trasportato in ambulanza al pronto soccorso di Ivrea, viene successivamente ricoverato per una frattura scomposta del manubrio sternale. Cinque giorni in chirurgia, poi le dimissioni. Sembra andare tutto per il meglio. Invece il sette giugno, l'uomo perde l'equilibrio in casa e cade rovinosamente al suolo.
 
I famigliari chiamano il 118. I medici intervenuti sul posto lo riportano al pronto soccorso. Una risonanza magnetica scopre la frattura della settima vertebra cervicale e la compressione midollare. Il giorno successivo le condizioni di vita del pensionato precipitano. L'otto giugno sopraggiunge il decesso. La procura di Ivrea, vista la situazione, decide di effettuare l'autopsia.
 
Ed è allora che il medico legale conferma che la frattura cervicale, causa della successiva compressione midollare, risalirebbe al giorno dell’incidente stradale. Il pm, a quel punto, chiede il rinvio a giudizio della radiologa. A suo avviso la dottoressa avrebbe minimizzato il dubbio diagnostico, omettendo accertamenti che avrebbero condotto alla diagnosi. I famigliari del pensionato si sono costituiti parte civile.