IVREA - La Prima Guerra Mondiale si spiega con il teatro - FOTO
Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4

Una lezione di storia un po’ particolare quella alla quale hanno assistito gli studenti della classe prima e seconda del corso di Operatore Amministrativo Segretariale, indirizzo informatica gestionale, della sede eporediese di Casa di Carità Arti e Mestieri. Ieri, martedì 7 novembre, per ricordare i 100 anni dalla diffusione del bollettino della disfatta di Caporetto, i circa 40 ragazzi hanno assistito allo spettacolo "Oltre il Reticolato" di, e con, Davide Mindo.

Gli studenti hanno così potuto ascoltare le ragioni di Gavrilo Princip, l’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando, direttamente dalle sue labbra. Sentire la dichiarazione di guerra letta da Vittorio Emanuele III. Partecipare a una seduta della commissione incaricata di gestire la censura delle lettere dal fronte. Seguire un ufficiale mentre scrive la sua ultima missiva ai genitori prima della battaglia. Esser parte dell’entusiasmo per il Bollettino della Vittoria. Tutti i personaggi, le spiegazioni storiche (con riferimenti a periodi successivi, fino alla cronaca attuale) sono stati interpretati da Mindo, coadiuvato sul palco da Riccardo Bonsanto che, chitarra alla mano, ha interpretato le canzoni che hanno fatto da colonna sonora alla guerra: dal Canto degli Italiani (l’Inno di Mameli), passando per "La Tradota che parte da Torino", fino a "Il Piave mormorava".

Oltre due ore di Storia raccontata in una maniera diversa dal solito, facendo partecipare i ragazzi, alleggerendo le parti più drammatiche con qualche battuta da "avanspettacolo", per mantenere sempre viva l’attenzione della platea. «Nel pensare questo spettacolo - spiega Mindo - ho voluto fare in modo di coinvolgere il pubblico, ricordando, senza demagogia, che dietro ad ogni data storica ci sono persone che subiscono quegli eventi, così come ci sono persone che li decidono, magari senza poi parteciparvi».

Ieri è stata la seconda volta che lo spettacolo è stato presentato ai ragazzi di Casa di Carità. Due anni fa vi assistettero quelli che oggi sono studenti di terza e quarta. «È una possibilità che Davide ci ha voluto di nuovo offrire - spiega la direttrice del centro di Ivrea Elena Viretto - e che ho accolto con entusiasmo. Ritengo sempre utile che i giovani possano avvicinarsi all’arte, vedere dal vivo uno spettacolo. Se poi questo spettacolo ricorda chi è vissuto prima, parliamo ormai dei loro trisavoli, è ancora più utile: è un modo per insegnare la storia facendola, in un certo modo, vivere direttamente».