
La diocesi eporediese, domenica, celebra i 50 anni di ordinazione episcopale di monsignor Luigi Bettazzi, oggi vescovo emerito di Ivrea. Uomo di chiesa ma anche molto vicino al territorio per le sue discusse (e decisamente famore) prese di posizione al fianco degli operai della Olivetti, negli anni della crisi industriale che ha travolto l’intero Canavese. La diocesi gli renderà omaggio domenica alle 16 nella cattedrale di Ivrea.
Monsignor Bettazzi, nato a Treviso il 26 novembre del 1923, ha fatto il suo ingresso ufficiale a Ivrea il 15 gennaio del 1967, dove ha svolto il servizio episcopale per 32 anni. Tra i tanti incarichi ha rivestito anche il ruolo di presidente nazionale di Pax Christi (il Movimento cattolico per la pace) che ha rappresentato in tutto il mondo (Stati Uniti e Unione Sovietica compresi) fino al 1985. In diocesi di Ivrea ha dato sollecita applicazione del Concilio coinvolgendo laici e preti nella formazione del Consiglio pastorale Diocesano. Per anni ha partecipato attivamente a tutte le vicende del mondo del lavoro, portando la propria solidarietà in ogni crisi industriale, dagli scioperi del 1971 per salvare il Valle Susa, alla chiusura della Montefibre, alla progressiva evoluzione della crisi dell’Olivetti.
Iscritto all’albo dei pubblicisti e giornalisti ha pubblicato decine di libri. Tra questi «Lettere aperte... o quasi», del 1989, in cui sono confluite, con risposte e commenti, le lettere aperte già pubblicate sul Risveglio popolare a uomini politici come l’onorevole Zaccagnini, segretario della Democrazia Cristiana, l’onorevole Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, l’onorevole Craxi, segretario del Partito Socialista, il senatore Spadolini, alora ministro della Difesa, e Carlo De Benedetti, presidente della Olivetti.








