
IVREA - Domenica scorsa, alle due di notte, un detenuto ristretto nel carcere di Ivrea, per motivi ancora non chiari, ha dato fuoco alle suppellettili in dotazione alla cella tanto che in un attimo la sezione si è riempita di una coltre di fumo che ha reso l'aria irrespirabile. Il personale della polizia penitenziaria in servizio si è prodigato per mettere in salvo e al riparo dal fumo l'intero reparto.
L'uomo che ha appiccato il fuoco, però, non ha fatto in tempo ad uscire dalla cella. Così i poliziotti sono rientrati nel reparto alla ricerca del detenuto che, a fatica, è stato individuato. Era a svenuto, a terra, nella camera ormai invasa dal fumo. E' stato così soccorso e tratto in salvo. Successivamente è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Ivrea e dopo le cure dimesso con una prognosi di qualche giorno.
A dare la notizia è l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del segretario generale Leo Beneduci che già ieri aveva posto l'accento su un'aggressione all'interno del carcere di Ivrea (link sotto): «Chiediamo a gran voce aiuto a tutte le autorità, ognuno per la parte di propria competenza, affinché si ponga fine a questa incresciosa situazione. I vertici dell'Istituto applichino le norme volte a prevenire tali situazioni di evidente disordine e di pregiudizio alla sicurezza dello stesso istituto e degli agenti che la direzione eporediese, quale datore di lavoro è tenuta a tutelare, predisponendo strumenti e misure adeguate per consentire al personale di far rispettare le regole e garantire la propria e altrui incolumità. L’Osapp in mancanza di tutele datoriali, riterrà anche l'amministrazione e i suoi vertici responsabili. Il capo del dipartimento e la Ministra Cartabia se ci sono battano un colpo. La politica faccia altrettanto».








