
IVREA - Martedì 21 settembre è mancato Aldo Gandolfi, Presidente del Forum Democratico del Canavese Tullio Lembo, ex assessore della Regione Piemonte ed ex dipendente della Olivetti. Nato ad Alessandria il 21 maggio 1936, Gandolfi si era laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino nel 1960. Dipendente della Olivetti & C. SpA dalla fine del 1960 al 31 dicembre 1991, ha avuto una intensa partecipazione alla vita politica locale e regionale. E' stato membro della Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano dal 1967 al 1992 e ha ricoperto diverse funzioni pubbliche: Assessore della Regione Piemonte dal 1970 al 1975; consigliere Regionale nella I e II legislatura regionale; deputato al Parlamento Nazionale nella VIII legislatura; presidente del Consorzio per il Sistema Informativo (CSI-Piemonte) negli anni 1987-’88-’89. Dal 1994 al giugno 2002 e’ stato prima membro della Segreteria e poi Presidente del Movimento d’Azione «Giustizia e Libertà».
«Aldo è stato uno degli artefici del successo del Forum, dedicando grandi energie allo sviluppo dell'Associazione fin dalla sua creazione. L'ha guidata per undici anni dopo il fondatore Tullio Lembo e lascerà un vuoto difficilmente colmabile. Vogliamo esprimere qui la nostra più profonda riconoscenza per la passione e il lavoro svolto - lo ricordano dal Direttivo del Forum Democratico del Canavese - Un breve saluto di commiato verrà dato ad Aldo dal Sindaco di Ivrea e dalla Segretaria del Forum giovedì 24 settembre alle ore 10.30 in Piazza di Città a Ivrea». L'85enne Aldo Gandolfi lascia la moglie Floriana, le figlie Roberta e Vittoria e il fratello Mario.
«Dare l’ultimo saluto ad una persona come Lui è molto complicato per me - commenta Luca Spitale - Il mio percorso politico con lui è stato relativamente breve purtroppo, io novello e impacciato, lui con mille storie da raccontare. Aveva macinato così tanta esperienza in campo amministrativo che le aveva viste proprio tutte. A contrario di molti però non ha mai fatto pesare il suo sapere . Aldo non perdeva una riunione, in barba a compagni di avventura che potevano essere anagraficamente suoi figli e suoi nipoti. Aldo ha messo la sua esperienza a disposizione di quelli come me. Interveniva sempre, non era facile stargli dietro, perché a lui piaceva partire da lontano, ogni sua posizione era suffragata da concetti di ampio respiro, non poteva essere altrimenti. Aldo parlava sempre di futuro, come se le sue tante candeline fossero ancora tutte da accendere. Ad ogni direttivo mi chiamava il giorno dopo, mi confortava e mi consigliava di insistere. Mi ha sempre trattato alla pari, ascoltava il mio punto di vista e mi faceva credere che gli interessasse davvero. Poi chissà, ma mi faceva sentire importante. Aldo non c’è più e a me dispiace molto. Non sono riuscito salutarlo, l’ho chiamato quando stava già male e non lo sapevo, mi rammarico. Un abbraccio sincero va alla sua famiglia, uno ancora a tutto il circolo del PD di Ivrea che ha perso uno dei suoi padri».








