
E' stato appena pubblicato il vol. XCI del «Dizionario Biografico degli Italiani», contenente per la prima volta anche la voce relativa a Rosario Scalero (24 dicembre 1870 a Moncalieri - 25 dicembre 1954 a Ivrea, Castello di Montestrutto), violinista, insegnante di musica e compositore. E' molto significativo che la direzione del dizionario, che fa parte dell'istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, abbia accettato di dedicare uno spazio originariamente non previsto al compositore e didatta piemontese, tanto radicato nel Canavese e nella sua storia culturale recente.
La menzione della Biblioteca Civica di Mazzè, della rivista "l'Escalina" e dei suoi collaboratori, degli studiosi eporediesi e non che hanno dedicato un intenso lavoro all'opera di Scalero o a quella delle sue figlie può costituire un piccolo sprone a riprendere il lavoro collegiale e a studiare insieme progetti per la diffusione e la divulgazione di tutto quanto concerne la famiglia Scalero.
«L’oblio in cui caddero la vita e l’opera di Scalero in Italia - si legge nel dizionario- si spiega con tre ragioni fondamentali: per circa un trentennio era vissuto all’estero; le sue composizioni erano inedite o risalivano a molti anni addietro (un solo brano era stato pubblicato da un editore italiano: la Divina foresta, Milano, Carisch, 1932); lo stile era lontano da quasi tutti i movimenti di avanguardia. Al momento della morte rappresentava «una figura assolutamente fuori tempo nell’Italia del secondo dopoguerra e fuori schema per la propaganda culturale fortemente ideologizzata di quel periodo».








