CANAVESE - Green pass in mensa, i sindacati: «No a discriminazioni e tamponi gratuiti per i lavoratori»

CANAVESE - I Segretari Confederali CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Rossana Dettori, Angelo Colombini e Ivana Veronese hanno chiesto un confronto al Ministro del Lavoro Andrea Orlando al Ministro della Salute Roberto Speranza sull’uso del Green Pass per accedere alle mense aziendali e ai locali assimilabili. Secondo i sindacati, oggi, l’obbligo del possesso di Green Pass in questo ambito non è associato ad alcuna normativa che lo stabilisce.

Da CGIL, CISL e UIL arriva un «no» secco a discriminazioni e mancato rispetto della privacy. Sprattutto, c'è la richiesta di tamponi gratuiti per i lavoratori.  I Segretari Confederali evidenziano che «l’obbligo del possesso di green pass per l’accesso alle mense aziendali e ai locali a queste assimilabili (“locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti pubblici e privati”), ad oggi non trova alcuna disposizione specifica normativa che lo stabilisce. Difatti, assente qualsiasi riferimento puntuale nell’art.3 del DL n..105 del 23 luglio 2021, dove si parla di servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso, non riconducibili alle mense aziendali o luoghi assimilabili (come da distinzione, per natura del servizio, confermata nei diversi decreti avvicendatisi durante i mesi drammatici della pandemia), anche la precisazione giunta nelle ore scorse attraverso una FAQ nel sito del Governo, non assurge a norma vincolante. Non potendo, parimenti considerare quanto precisato nella nota del Viminale del 14 agosto u.s., non solo perché nota interna e riferita a contesti lavorativi specifici, differenti dalle realtà aziendali (pubbliche e private), ma perché sopravvenuta alla nota, sempre del Viminale, sul medesimo tema, di pochi giorni prima capovolgendo quanto precedentemente stabilito (e prontamente applicato), che non prevedeva per gli occupati l’obbligo di esibizione del green pass per l’accesso alle “mense di servizio”, a differenza degli ospiti/esterni».

Per Rossana Dettori, Angelo Colombini e Ivana Veronese ci troviamo quindi in una condizione di incertezza: «Considerato quanto tale condizione di incertezza sta determinando nelle realtà lavorative, procurando comportamenti differenziati e, in molti casi, motivo di immotivate e inaccettabili discriminazioni e mancato rispetto della privacy (è di queste ore la decisione presa da alcuni datori di lavoro di differenziare le mense tra possessori, e non, di green pass), riteniamo si debba poter giungere, attraverso un confronto costruttivo e di merito, al mantenimento del diritto per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici all’uso della mensa, dove sono attivi i Protocolli condivisi che hanno permesso in questo lungo periodo di pandemia di proteggere i lavoratori e le lavoratrici dal contagio. In tale ambito, ove lo si ritenesse opportuno per rafforzare la protezione, va assicurata la gratuità del tampone. Valutando i tempi ormai prossimi della conversione del DL n.105, considerando necessaria una specifica chiara, di rango primario, per quanto concerne l’accesso alle mense aziendali e ai locali a queste assimilabili, ritenendo di non poterli considerare in alcun modo equiparabili a ristoranti, siamo a chiedere un incontro urgente (in modalità remota)». (C.R.)