
Giudici di pace al collasso. I sindacati lanciano l'allarme sulla precaria situazione nella quale si trovano a lavorare gli uffici dopo che il Governo, due anni fa, ha varato il "taglio" delle sedi. Con l'addio dei giudici di pace di Cuorgnè e Rivarolo Canavese, ad esempio, tutte le pratiche si sono spostate a Ivrea. «Purtroppo avevamo ragione, ancora una volta - dicono Gabriele Gilotto, Roberto Pisano e Giovanni Bertucci di Cgil, Cisl e Uil - quando abbiamo organizzato la manifestazione a Ivrea, il 2 luglio, per denunciare i pesanti rischi che stava correndo il servizio del Giudice di Pace eravamo quasi certi di come sarebbe andata a finire, ed infatti è andata esattamente come pensavamo».
Secondo i dati forniti dai sindacati, oggi il Giudice di Pace d'Ivrea si compone di 7 giudici e di soli 9 amministrativi, rispetto ai 20 necessari, con la conseguenza che tutte le pratiche successive alle sentenze, e necessarie perchè la sentenza stessa possa aver luogo, diventano quasi impossibili da eseguire. «La grande riforma della giustizia porta quindi questi risultati: oltre ai numerosi disagi ai cittadini la beffa di vedere sentenze emesse che non andranno da nessuna parte - dicono ancora i rappresentanti sindacali - il tutto nella totale assenza del Ministro che, pur interpellato da noi mesi fa sul problema, è rimasto nel silenzio più assoluto».
I lavoratori degli uffici giudiziari d'Ivrea e le organizzazioni sindacali non intendono abbandonare questa battaglia, «per il servizio ai cittadini e per il diritto di poter lavorare degnamente, e quindi attiveranno ogni possibile strumento per continuare questa vertenza».








