
IVREA - La città di Ivrea ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro il cosiddetto «Fleximan», accusato di aver danneggiato due autovelox lungo la statale 26 nel corso del 2024. Secondo l’accusa, gli impianti sarebbero stati segati con un flessibile, rendendoli inutilizzabili. A finire sotto indagine è un 36enne residente nel Biellese. L’uomo rischia di dover affrontare una richiesta di risarcimento pari a 50 mila euro, somma che il Comune di Ivrea intende recuperare per coprire il costo degli impianti danneggiati.
Le indagini, durate circa due mesi, sono state condotte dalla Polizia di Stato insieme alla polizia locale eporediese. Gli investigatori sono partiti dalle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona degli autovelox. Successivamente hanno incrociato quei filmati con i dati delle celle telefoniche, che avrebbero agganciato lo smartphone del sospettato nelle ore in cui sarebbero avvenuti i danneggiamenti. A quel punto è scattata una perquisizione. Nel garage dell’indagato sono stati trovati un flessibile e un alimentatore.
L'uomo ha sempre respinto ogni accusa e ha fatto sapere che ribadirà la propria estraneità ai fatti anche in aula. La prima udienza è fissata per il 27 aprile.
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