IVREA - Fisco evaso: a processo due marescialli della finanza
Un anno e sei mesi di carcere per i marescialli della guardia di finanza Lucio Greco, 41 anni di Ivrea, difeso dall’avvocato Ferdinando Ferrero, e Daniele Musso, 50 anni di Montalto Dora, difeso dall’avvocato Claudio D’Alessandro. E’ la richiesta del procuratore Vittorio Corsi nel processo relativo a un giro di cartiere costruite ad hoc per evadere il fisco. Per l’altro imputato, l’ex finanziere poi diventato broker, Pier Giuseppe Corrotto, 50 anni di Ivrea, difeso dall’avvocato Marina Vaciago, Corsi ha chiesto una condanna a due anni di reclusione.
 
Secondo l’accusa i due marescialli, un tempo in servizio alla compagnia di Ivrea, avrebbero volutamente tardato ad avviare le indagini sulla società «Koha» che faceva riferimento a Corrotto. Era stata la procura di Rimini, per prima, a scoprire, tra il 2012 e il 2013, l’esistenza di società cartiere dai nomi fantasiosi, Koha, Boyager, Yamay, che avevano il solo scopo di produrre false fatture e permettere agli ideatori della truffa di frodare il fisco. Un giro di cartiere costruite ad hoc per dirottare su società fantasma, ottime per eludere i controlli, i soldi provenienti dalle sponsorizzazioni delle gare di rally. Secondo la procura i marescialli «Ritardavano dolosamente le operazioni di verifica fiscale su Koha srl per gli anni 2008, 2009, 2010 fino al 21 settembre 2012». L’organizzazione è stata scoperta dalla guardia di finanza di Rimini ma un secondo filone d’indagine è stato portato avanti dalla compagnia di Ivrea, in quanto le società avevano come amministratori degli eporediesi.
 
Il procuratore ha chiesto la condanna dei due finanzieri (che nel frattempo sono stati trasferiti a Torino) per collusione e abuso d'ufficio, mentre per Corrotto l'accusa sostiene la sua colpevolezza per il reato di corruzione. Il processo è stato rinviato al 21 gennaio. C’è, però, un’inchiesta aperta anche dalle autorità svizzere sul conto di Corrotto che, appena congedato dalle fiamme gialle, trovò lavoro come broker proprio a Lugano. Ed è qui, secondo la procura di Rimini, che Corrotto tesse legami con altri personaggi, poi finiti nei guai, tutti ex piloti di rally. Gli inquirenti elvetici hanno chiesto alla procura di Ivrea collaborazione per andare a fondo della vicenda.
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