IVREA - Fa inversione di marcia sul tratto autostradale Ivrea-Santhià: maxi multa e ritiro della patente

IVREA - Il 10 giugno 2019 sul tratto Ivrea-Santhià aveva fatto inversione di marcia, trasgressione che gli era costata la patente e una multa salata di qualche migliaio di euro, come previsto dall'articolo 176. L’uomo, verbalizzato dalla polizia stradale, ha però deciso ci fare ricorso al giudice di pace di Ivrea, essendo la patente fondamentale per il suo mestiere di commerciale, vincendo la causa: aveva invocato la buona fede alla luce delle caratteristiche del tratto stradale e dell’assenza di fattori di pericolo. Il giudizio si è concluso con l’annullamento del verbale per «errore scusabile del conducente».

La sentenza è stata ribalta in Appello e i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna. In sesta sezione civile non è stata ritenuta sufficiente dai giudici «l'esimente della buona fede», né «l'assenza di barriere invalicabili» che hanno portato l’automobilista all’errore. Anche tenuto conto delle condizioni di visibilità e dell’assenza di altri veicoli, elementi che hanno consentito l’inversione di marcia eseguita in condizioni di totale sicurezza.

Secondo la suprema corte il conducente si era mostrato consapevole dell'infrazione al momento dell’accertamento (tramite le dichiarazioni rese ai verbalizzanti) e questo ha reso di per sé illecita la condotta. In tal caso non conta la possibilità di effettuare la manovra in condizioni di sicurezza e nemmeno hanno influenza le particolari condizioni ambientali o l’assenza di barriere insuperabili tra le carreggiate. Rimane comunque argomento di discussione la sicurezza di quel tratto stradale che non essendo diviso può portare più facilmente ad episodi di questo tipo, con conseguenze potenzialmente molto pericolose.