
IVREA - Evade il fisco e usa i soldi delle tasse per pagare le cure in America alla figlia gravemente malata. Piccolo artigiano finisce a processo. E’ successo in Canavese, dove al tribunale di Ivrea, nei giorni prima di Natale, si è svolta l’udienza preliminare che ha visto alla sbarra un 73enne accusato di dichiarazione fraudolenta.
L’inchiesta nasce da un accertamento dell’Agenzia delle Entrate con annessa segnalazione in Procura, ma per ricostruire con esattezza i fatti bisogna andare indietro al 2015. La figlia trentenne dell’imputato, titolare di una piccola impresa individuale nel settore della meccanica, si ammala di una grave insufficienza epatica. Le cure iniziali non danno i risultati sperati. C’è la possibilità di una terapia sperimentale, ma è costosa ed è negli Stati Uniti.
Per far fronte alle ingenti spese e permettere alla figlia di curarsi l’artigiano le prova tutte: cerca di mettere in vendita la propria casa, chiede un prestito a una finanziaria, ma non basta. E allora decide di non pagare le tasse per un anno e racimolare la cifra necessaria ai trattamenti medici in Usa per la figlia. Avrebbe, secondo gli inquirenti, fatturato operazioni inesistenti per circa 79 mila euro, versando poi all’Erario poco meno di14 mila euro di Iva.
Oggi, per questo è accusato di dichiarazione fraudolenta. Il 73enne, che non aveva mai avuto prima di allora problemi col fisco, ha ammesso le sue colpe. Sta regolarmente pagando il suo debito con il fisco, seguendo in maniera certosina un piano di rateizzazione con tanto di interessi e sanzioni. Il reato, tuttavia, rimane e quindi l’uomo si è trovato in questi giorni a dover affrontare l'inizio del processo. La figlia, purtroppo, è poi deceduta.








