IVREA - Estrema incertezza per gli addetti ai call center Inps di Ivrea: 170 posti di lavoro in bilico

IVREA - A partire da dicembre 2022 il call center Inps di Ivrea provvederà in proprio, con una società controllata al 100%, ad erogare il servizio. Il passaggio dei lavoratori di Comdata avverrà attraverso un bando, il quale si è rivelato ambiguo e poco chiaro. A detta del sindacato, che conferma infatti la mancanza di chiarezza, è stato definito come «lacunoso e poco definito». 

Questo è diventato un caso nazionale, in quanto riguarda circa tremila addetti di tutta Italia. Di recente, Comdata ha spedito una lettera ai propri lavoratori, 170 nelle sede di Ivrea. Il contenuto della lettera è riassumibile come un invito a partecipare al bando (chiuso il 9 giugno): «La cessazione della commessa farà venire meno la ragion d'essere del suo rapporto con noi», riporta la missiva che ha generato scompiglio e timori a tutti i lavoratori. Il bando Inps servizi ammette un massimo di 3014 lavoratori, ma in Comdata, in tutta Italia, a lavorare per la commessa Inps sono attualmente tra i 3.250 e i 3.300 dipendenti.

Di fronte a questa situazione, sono state convocate altre assemblee per il 16 giugno con tutti gli addetti del sito di Ivrea. La graduatoria uscirà tra 120 giorni, ma non è ancora chiaro il numero complessivo di lavoratori che hanno partecipato. Così come non sono chiare e definite le condizioni attraverso le quali avverrà il passaggio della nuova società. Se il nuovo soggetto creato dall’Inps dovesse ripartire da zero, si ipotizza una perdita di salario per i lavoratori che oscilla tra i 100 e i 400 euro mensili, senza considerare le ipotetiche integrazioni legate ad accordi diversi.

L’intera realtà di Comdata, in particolare quella della sede di Ivrea, è attiva ormai da anni: ad oggi però, è precipitata in una situazione di totale incertezza, insieme a tutti i suoi lavoratori.