
IVREA - Non rispetta l'ordine di espulsione emesso dal questore di Torino, condannato a una maxi multa presenta ricorso e lo vince: la sentenza del Giudice di pace ribaltata dalla Cassazione. E' la vicenda della quale è stato protagonista un 45enne della Nigeria finito a processo, l'anno scorso, per aver violato la disposizione del questore che, nel 2015, lo aveva espulso. Una volta a processo, però, l'uomo ha ottenuto il permesso di soggiorno e per questo motivo ha presentato ricorso contro la decisione del giudice di pace di Ivrea che, per non aver rispettato il decreto di espulsione, lo ha condannato ad una multa di 10 mila euro.
L'uomo ha effettivamente violato il provvedimento di espulsione emesso il 16 gennaio 2015: finito a processo, nel marzo 2021 è stato condannato dal giudice di pace di Ivrea al pagamento di 10 mila euro di multa anche se, nel giugno 2017 gli era stato concesso il permesso di soggiorno (per motivi famigliari) che ha determinato l'annullamento del decreto del questore.
Per i giudici della Cassazione il ricorso è fondato: «Il Giudice di pace, pur dando atto dell'avvenuto annullamento del decreto di espulsione di cui al capo di imputazione ha tuttavia ritenuto che al momento dell'accertamento del reato egli non si trovava nella condizione di non espellibilità ed era destinatario del provvedimento di espulsione solo successivamente annullato, e per questo la sussistenza del reato non poteva essere messa in dubbio. Si osserva al riguardo che la circostanza dell'avvenuto annullamento dell'originario provvedimento di espulsione determina l'insussistenza del fatto ascritto al ricorrente essendo venuto meno, con tutti i suoi effetti giuridici, il provvedimento presupposto della imputazione; pertanto, il Giudice di pace avrebbe dovuto emettere sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste». La sentenza è stata quindi annullata così come la super multa.








