
Dopo sette mesi di carcere, evade approfittando dell'ora d'aria. Protagonista un giovane di Ivrea, Pasquale Del Duca, 18 anni, che sabato scorso è riuscito ad evadere dal carcere minorile Ferrante Aporti di Torino. La fuga è andata in scena dopo le 12.30. Il ragazzo era insieme ad altri 35 minorenni detenuti. A controllarli c’è un solo agente di polizia penitenziaria. Pasquale, che deve aver studiato il piano nei minimi dettagli, si mette a correre verso la cancellata di ferro che separa il Ferrante Aporti dai campi sportivi della Sisport. L'agente non fa in tempo a prenderlo e lui fugge per le vie di Torino. Niente "romantiche" evasioni degne di un film: solo una recinzione scavalcata con una disarmante facilità.
Del Duca stava scontando una condanna per rapina. Lo avevano arrestato i carabinieri di Verolengo perchè, insieme a un complice marocchino, aveva rapinato un sedicenne alla stazione ferroviaria di Chivasso. Calci e pugni per una macchina fotografica, un cellulare e 40 euro. «Le ragioni di questa situazione, non più tollerabile – dice l'Osapp, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria - vanno ricercate nell’inerzia dei vertici romani della giustizia minorile e della stessa amministrazione penitenziaria. La polizia lancia un appello al presidente della Repubblica Mattarella per una netta inversione di tendenza, figlia di scelte sbagliate e inutile burocrazia».








