
IVREA - Focolaio covid nel carcere di Ivrea. Un detenuto, nei giorni scorsi, è morto in ospedale dove era stato trasferito all'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Le complicazioni dovute al covid non gli hanno dato scampo. L'uomo non era vaccinato. Ieri il garante dei detenuti, Raffaele Orso Giacone, è stato in carcere per un punto della situazione. L'esito dell'ultimo giro di tamponi tra i reclusi ha fatto registrare 33 positività, quasi tutte nel reparto del secondo piano che, come vuole la prassi, è stato bloccato. In questo modo, con i detenuti nelle celle, si dovrebbero scongiurare ulteriori casi positivi.
Dei 33 positivi, comunque, la maggior parte è asintomatica. Solo due detenuti avrebbero manifestato sintomi lievi. Nel carcere di Ivrea sono circa 200 i reclusi. Meno di dieci quelli che hanno rifiutato la vaccinazione. Anche per questo motivo la situazione è sotto controllo. C'erano già stati dei casi covid sul finire dello scorso anno ma avevano riguardato solo il personale della casa circondariale.
Giusto oggi l'Osapp, il sindacato della polizia penitenziaria, ha lanciato l'allarme sul boom di casi covid nelle carceri di tutta Italia. «Benchè si tratti per lo più di casi asintomatici o con disturbi di lieve entità, l’eccezionale aumento, in soli 20 giorni, delle positività da covid nelle popolazione detenuta nelle carceri italiane non può che destare estrema preoccupazione per le conseguenze che tale situazione determina nel funzionamento e persino nella sicurezza delle infrastrutture penitenziarie e, di riflesso, per grave disagio lavorativo che in questo momento stanno vivendo gli addetti del Corpo di Polizia Penitenziaria impiegati nelle sezioni detentive ed a stretto contatto con la popolazione detenuta, con turni di servizio di oltre 12 ore consecutive con ferie e riposi rinviati». E quanto si legge in una nota a firma di Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria).
«Si è infatti passati – prosegue il sindacalista – dai 463 casi del 27 dicembre 2021 ai 2625 casi del 17 gennaio 2022 (+466%) ed i casi dichiarati al 20 gennaio 2022 sono diventati 3287, ovvero un ulteriore +25% in soli 3 giorni a dimostrazione che, a differenza di quanto sta avvenendo sul territorio, la pandemia in carcere è tutt’altro che sotto controllo come invece e fortunatamente risulterebbe per il personale che opera negli istituti di pena, passato da 1646 casi di positività al 17 gennaio 2022 ai 1670 casi del 20 gennaio 2022».








