
IVREA - Ancora episodi di violenza nel carcere di Ivrea. Un detenuto aggredisce giovane agente, lo stesso detenuto tenta il giorno dopo di sfondare la parete della cella. Lo scorso mercoledì, 2 novembre 2022, alle 19.30 circa un detenuto trentottenne ha aggredito un agente mentre questi effettuava la chiusura serale delle celle il tutto senza nessun motivo. L'agente, soccorso anche grazie all’intervento di altri detenuti che hanno trattenuto il loro compagno dalla furia aggressiva, è stato inviato al pronto soccorso dove è stato dimesso con giorni 3 (tre) di prognosi.
Il giorno dopo, giovedì 3 novembre, alle ore 12,15 circa lo stesso detenuto dopo aver sfilato l’anta della finestra della cella dove era ristretto ha provocato ingenti danni alle pareti. Successivamente il detenuto ha tentato di sfondare la parete che dà sul corridoio della sezione tanto da rendersi necessario l’intervento del personale adeguatamente equipaggiato. Solo a quel punto il detenuto ha desistito nel suo intento di voler abbattere il muro.
Le OO.SS. OSAPP, UIL PA P.P., SINAPPE, USPP, FNS CISL, CGIL F.P. P.P. e FSA CNPP, del comparto sicurezza Polizia penitenziaria chiedono a tutte le autorità, a qualsiasi livello, di intervenire per quanto di rispettiva competenza in considerazione della drammatica situazione in cui è precipitato il carcere eporediese: «Una situazione simile oltre ad essere altamente pericolosa è dannosa per tutti indistintamente. L’Istituto è da tempo senza un Direttore titolare e il personale riceve direttive via telefono. Il personale di Polizia Penitenziaria è allo stremo delle forze e non ce la fa più oltre ad essere abbandonato completamente a se stesso. Chiediamo a gran voce aiuto a tutte le autorità ognuno per la parte di propria competenza affinché si ponga fine a questa incresciosa situazione. Chiediamo l’intervento immediato del Ministro Nordio considerato che il personale di Polizia Penitenziaria non interessa più a nessuno – le politiche penitenziarie oramai sono completamente concentrare a favore dei soli detenuti».








