IVREA - Dal Canavese a Borghetto con i bimbi di Chernobyl
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Prosegue senza sosta il cammino del progetto "Chernobyl Smile" dell'Unitalsi di Ivrea. Dopo diverse difficoltà incontrate lungo il percorso, soprattutto legate ai tagli che hanno investito anche il settore del non profit, i  bimbi sono in arrivo. «Il contributo e il sostegno di tutti ci ha permesso di fronteggiare i numerosi problemi incontrati durante questo lungo percorso - spiega il Referente del progetto Chernobyl Smile, Stefano Bersano - la ricompensa a questi sforzi sarà senza dubbio il sorriso, la gioia e la spensieratezza che, almeno per un mese, riusciremo a regalare a questi bambini. I fondi raccolti attraverso le diverse iniziative ci consentiranno di portare a Borghetto circa cinquanta persone. Alcuni volti saranno già noti ai volontari, altri invece, su decisione delle autorità bielorusse, saranno i nuovi bimbi che conosceremo per la prima volta».

È giusto tuttavia ricordare che questo allegro gruppetto sfortunatamente avrà degli "esclusi". «Quest’anno infatti, rispetto al 2017, saranno più di dieci i bimbi che dovranno rimanere a casa, nei loro orfanotrofi bielorussi. Come detto precedentemente, nonostante l'impegno e la partecipazione dimostrati verso l'iniziativa, questo è uno dei problemi più significativi che ha generato sofferenza e senso di impotenza. Il mese a Borghetto infatti è per loro un periodo di vero divertimento, di amore e di coccole. Un mese dove finalmente qualcuno li considera importanti. Tutto questo lo possiamo fare solo grazie ai tanti volontari che ci sostengono. Con l’avvicinarsi della partenza siamo alla ricerca di nuove forze che ci aiutino ad accudire i nostri bimbi, ad accompagnarli al mare, a fare una passeggiata, a mangiare un gelato o semplicemente a giocare e stare insieme a loro».

L'associazione cerca persone dal cuore grande che abbiano voglia di mettersi al servizio dei più piccolini, senza pretendere nulla in cambio. Per essere volontario alla Casa della Gioia di Borghetto Santo Spirito non servono doti fuori dal comune ma basta la semplicità e la voglia di aiutare gli altri. «Il resto viene da sé e poi non è vero che non si riceve nulla in cambio. Chi è stato a Borghetto lo sa bene, si riceve sempre molto molto più di quanto si dona. Spesso si creano dei legami molto forti, si vivono momenti indimenticabili ed emozioni molto toccanti ed indescrivibili».

Quest'anno parteciperanno anche gli studenti del Liceo Botta di Ivrea, guidati dalla professoressa di russo Valeria Kochyan, che grazie alla loro preziosa cooperazione hanno supportato il progetto. «Con loro abbiamo attivato un progetto scuola-lavoro che li farà diventare per qualche giorno dei veri volontari. Ci aiuteranno con le traduzioni da italiano a russo e nelle tante attività ludiche che organizzeremo insieme con altri volontari a Borghetto».

Info sul progetto www.chernobylsmile.it