
IVREA - Vince il primo round in tribunale Santho Iorio, 46 anni, sindacalista della Uil, ben noto in Canavese per il suo impegno politico e culturale, che si è scagliato contro il suo stesso sindacato. Nei mesi scorsi Iorio aveva chiesto a gran voce trasparenza alla Uil sulle scelte amministrative e sulla contabilità ai dirigenti e, per tutta risposta, era stato penalizzato in vista del congresso, fino alla revoca del distacco sindacale che lo ha allontanato dai suoi compiti.
La tredicesima sezione civile del tribunale di Roma ha stabilito che quel provvedimento è stato assunto dalla Uiltec Piemonte senza alcuna motivazione valida. Il giudice Eleonora Lombardi ha accolto su tutta la linea il ricorso di Iorio e ha disposto la ripresa immediata del distacco sindacale: «La revoca - scrive il giudice nell'ordinanza - non è suffragata da alcuna motivazione. Iorio ha goduto del distacco a tempo pieno dal primo febbraio 2017 sino al 20 dicembre 2021, data in cui il Segretario Generale della Uiltec Piemonte gli ha comunicato solo verbalmente la revoca senza alcun giustificato motivo».
Iorio, tutelato dall'avvocato Emmanuele Serlenga, potrà quindi riprendere a tempo pieno la sua attività di sindacalista (anche perchè, nel frattempo, la Uil non gli ha revocato alcun incarico). Il giudice ha anche stabilito dovrà partecipare al Congresso Nazionale della Uiltec che si terrà a Bari ai primi di ottobre, nonostante la mancata convocazione da parte del sindacato. E non finisce qui: la «battaglia» a carte bollate è destinata a proseguire. A fronte dell'ordinanza del tribunale, infatti, Iorio chiederà l’annullamento dei congressi già celebrati dalla Uil: quello regionale, quello della Uil Canavese e quello della UilTemp Piemonte.
«Mi è stata restituita la dignità dopo due anni difficilissimi - commenta sui social il sindacalista - non mi rende felice una sconfitta del sindacato perché il nostro compito è quello di rappresentare e tutelare i lavoratori. Purtroppo non avevo alternative se non rivolgermi ad un giudice per far valere le mie ragioni. Ho sempre creduto e credo molto nel sindacato e nei valori della Uil. Ho sempre svolto con passione il mio compito, anzi la “mia missione”, e voglio semplicemente continuare. Un ringraziamento di cuore va a tutti coloro che mi sono stati accanto in questi mesi di sofferenza».








