
Sulla crisi del Cic di Ivrea anche i 136 dipendenti hanno deciso di intervenire con uno sciopero di un'ora e con un comunicato che esprime la loro posizione. Una posizione decisamente delicata dal momento che il consorzio è destinato a chiudere. «Riteniamo che il nostro lavoro eroghi servizi indispensabili per le loro caratteristiche - scrivono i 136 dipendenti che sono a un passo dal perdere il posto di lavoro - da trent'anni svolgiamo attività di supporto per la sanità e per gli enti pubblici del Canavese e del Piemonte, con professionalità e dedizione, tanto da investire le nostre tredicesime e quattordicesime per il proseguo delle attività verso i nostri soci.
Pensiamo che la politica, in tutte le sue sfaccettature, abbia la responsabilità dell'attuale situazione. Chiediamo di ascoltare la notra voce e di non descriverci come un "carrozzone", un "poltronificio" o uno "stipendificio". Sono termini che non ci rappresentano e che offendono la nostra professionalità. Ribadiamo la nostra intenzione di contrastare con tutti i mezzi legittimi e consentiti dalla legge la chiusura anche parziale del Cic.
Richiamiamo tutte le istituzioni alle loro responsabilità e i nostri soci-enti ad esprimerci il loro sostegno». Questa, tra l'altro, potrebbe essere una settimana decisiva per il futuro del consorzio.








