
IVREA - Il consigliere comunale di Viviamo Ivrea, Francesco Comotto, torna a chiedere più trasparenza nella gestione delle informazioni sull'emergenza coronavirus e chiede l'apertura di un centro operativo che coordini la situazione ad Ivrea e in tutti i Comuni dell'eporediese. «Il 16 marzo scorso abbiamo inviato al Sindaco di Ivrea e a tutti i Consiglieri Comunali una lettera aperta contenente una serie di suggerimenti finalizzati a contenere il contagio da Covid-19. Il giorno dopo si è svolta una Conferenza dei Capigruppo a seguito della quale non ci pare essere stata messa in atto praticamente nessuna delle iniziative da noi proposte nonostante la necessità di agire con urgenza senza lasciare nulla di intentato».
«Nei giorni scorsi mi sono personalmente confrontato con alcuni Sindaci e Amministratori della zona e da tutti è emersa la necessità di dare vita ad un gruppo di coordinamento a livello territoriale, così come da noi proposto, per dare vita ad azioni omogenee e uniformi. I Sindaci oggi sono lasciati soli e riescono a malapena a sapere quanti casi positivi sono presenti nel loro Comune. Abbiamo proposto al Sindaco di Ivrea di sollecitare la Città Metropolitana e la Prefettura per attivare immediatamente il COM (Centro Operativo Misto) o in alternativa di costituire un’unità di crisi territoriale. La città di Ivrea è infatti capofila del COM (56 Comuni) ed è portavoce dell’area Omogenea 9 della Città Metropolitana di Torino (58 Comuni, 90.600 abitanti). I Com sono attivati qualora il Prefetto valuti che la calamità sia di gravità tale, per estensione territoriale e/o per eventuali conseguenze dannose, da richiedere un'articolata attività di coordinamento degli interventi a livello intercomunale; una rilevazione e valutazione delle esigenze da soddisfare e delle successive richieste di interventi da avanzare a livello provinciale; un migliore impiego delle risorse umane e materiali già presenti in loco o che man mano affluiscono dall'esterno».
«La domanda che ci poniamo è: “se non si attiva il COM in questa grave situazione di “calamità”, quando lo si dovrebbe attivare? Se 56 Sindaci, coordinati dal Comune capofila, ne chiedessero l’attivazione, ai sensi di legge, come potrebbe il Prefetto negarne l’apertura? Istituire un gruppo di coordinamento territoriale permetterebbe comunque di costituire una massa critica in grado di condividere dati, casi e conoscenza in modo solidaristico e di poter fare le necessarie pressioni presso gli enti/organismi superiori per una serie di motivi tra i quali sollecitare l’apertura del COM e costituire un centro di comunicazione coordinato in grado quotidianamente di fornire, in chiaro, tutti i dati provenienti dall’ASL TO4 in forma disaggregata per singolo Comune oltre i numeri inerenti la situazione dell’Ospedale di Ivrea, prossimo alla saturazione, ormai di fatto trasformato in un centro Covid».
«Tutto questo però va fatto immediatamente, non è più tempo delle parole, bisogna passare ai fatti concreti, ogni giorno perso (ne sono passati ben 11 dalla nostra prima comunicazione e 15 dal lockdown dell’11 marzo) rischia di diventare una concausa della crescita del numero di positivi, ricoverati, deceduti. Riconosciamo che il Sindaco di Ivrea si sta facendo personalmente in quattro telefonando personalmente a destra e a manca per aiutare quante più persone possibili però ciò che gli chiediamo è di delegare i compiti più operativi a qualche collaboratore per prendersi in carico le funzioni istituzionali a livello di area vasta in qualità di: massima autorità sanitaria cittadina, Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ASL TO4, Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Eporediese, portavoce dell’Area Omogenea 9, capofila del COM. Un Sindaco non può fare tutto da solo, serve oggi un’organizzazione intercomunale e una chiara catena di comando. Conoscere la situazione vuol dire poter affrontare con maggior consapevolezza la situazione e potersi organizzare al meglio».
«E’ giunta l’ora che la pubblica amministrazione faccia un passo avanti nel proprio modo di agire smettendo di considerare i cittadini sudditi dai quali pretendere obbedienza incondizionata. In queste settimane abbiamo scoperto in Italia eccellenze di ogni tipo dal punto di vista sanitario a quello scientifico a quello creativo e culturale, dobbiamo dar loro voce al posto dei politici ciarlatani che hanno svuotato e depredato un Bene Comune come il Sistema Sanitario Nazionale che nonostante tutto è ancora un’eccellenza nel panorama mondiale. Ci sono migliaia di forze attive nel mondo del volontariato che sono ormai un elemento imprescindibile nella società italiana, ma queste non possono muoversi in modo disorganizzato e vanno in qualche modo coordinate e dotate di risorse per essere messe in grado di ottimizzare il loro ammirevole impegno. Ci sono poi gli amministratori pubblici, i consiglieri comunali che sono stati eletti per rappresentare le istanze della popolazione, che spesso e giustamente chiede loro conto, che non possono essere tenuti all’oscuro della situazione dovendo leggere numeri e dati sui giornali o sul web».








