
IVREA - Niente dipendenti ma «manichini eroi», questa mattina, per il flash mob promosso da Cgil e Uil davanti all'ospedale di Ivrea per protestare contro il silenzio della Regione Piemonte. Serse Negro, della Uil, ha spiegato le ragioni della protesta e sottolineato di aver preferito i manichini al personale in servizio: «In questo momento è più giusto così perchè il personale sanitario deve continuare nelle sue mansioni».
I sindacati sottolineano enormi criticità nella gestione dell'emergenza covid. Che riguardano sia l'Asl, in questo caso l'Asl To4, sia la Regione Piemonte. A partire dalle mascherine e dagli strumenti di protezione individuale, in parte non certificati, scadenti e per giunta rari. C'è poi il problema delle premialità: «In altre Regioni sono già stati fatti degli accordi per riconoscere al personale lo sforzo di queste settimane così difficili. In Piemonte non si è ancora mosso nulla nonostante le richieste».
Altro nodo da sciogliere quello del personale, sempre carente in sedi come quella di Ivrea, e dei test sierologici. Promessi (come i tamponi) ma sui quali ancora non ci sono risposte chiare. «L’ultima situazione imbarazzante riguarda la gestione del personale risultato positivo al Covid-19 e chiama in causa direttamente l’Asl To4 - aggiunge Negro - in questi giorni un dipendente che è risultato positivo al primo tampone, non ha sviluppato la malattia e successivamente è risultato negativo aI tamponi di controllo, deve tornare a lavorare in base alla circolare della Regione ma deve mantenere ancora 14 giorni di isolamento domiciliare. Per la Regione è una persona pericolosa però la facciamo comunque lavorare nei reparti di un ospedale. Tutto questo non è accettabile».















