IVREA - Coronavirus: «Da un mese attendo il tampone», la storia di una pensionata (forse) guarita

IVREA - Da un mese attende il tampone dopo essere stata in ospedale positiva al covid-19. Tuttavia, nonostante le richieste, il test si è perso nei meandri della burocrazia. E' la storia di una pensionata canavesana, ultraottantenne, riportata da alcuni famigliari che da un mese vivono nell'ansia. Ed è una situazione che, probabilmente, stanno vivendo tante altre persone.

La signora si è ammalata l'undici marzo ma, all'inizio, sembrava un'influenza come tante. Solo che le condizioni cliniche si sono via via aggravate fino al ricovero all'ospedale di Ivrea datato 19 marzo, nel pieno dell'emergenza coronavirus. «Era positiva al tampone così è stata piazzata nel reparto covid dell'ospedale con l'ossigeno - raccontano i parenti - per fortuna le sue condizioni non si sono più aggravate e il 25 marzo è stata dimessa».  

La pensionata torna a casa e segue diligentemente le cure prescritte ovviamente con l'aiuto dei famigliari che, avendo avuto contatti con lei, benchè non sottoposti al tampone, limitano il più possibile gli spostamenti. Terminate le cure il virus sembra un brutto ricordo. Le condizioni sono stabili. Non resta che attendere i tamponi per confermare di aver sconfitto il virus. Ebbene: dal 25 marzo, giorno delle dimissioni, la signora è ancora in attesa. Il medico di famiglia che l'ha seguita nel decorso post ospedaliero ha già presentato all'Asl To4 diverse richieste. Risposte: nessuna. Ora la pensionata è in casa da sola e non può nemmeno andare a fare la spesa perchè le regole impongono ai positivi di rimanere in casa.

«Abbiamo riscontrato caos e impreparazione nella gestione dell'emergenza - spiegano i famigliari - il 26 marzo sono state attivate le Usca, le unità che dovrebbero occuparsi dei positivi rientrati a casa dopo il ricovero in ospedale. Condiziona d'obbligo perchè per la nostra situazione non abbiamo ricevuto alcuna telefonata». Il medico curante che sta seguendo il caso, inoltre, avrebbe una trentina di pazienti nelle stesse condizioni della pensionata: positivi al tampone un mese fa, oggi in attesa di un riscontro di guarigione che proprio non arriva. Tra la tristezza di non poter stare con i parenti e l'ansia di avere ancora addosso quel dannato virus.