
IVREA - Contributi erogati dal Comune per aiutare le attività commerciali duramente colpite dalla pandemia da Covid-19: è polemica ad Ivrea. Nella città delle Rosse Torri è partita oggi, sabato 22 gennaio 2022, anche una raccolta firme per chiedere un nuovo stanziamento comunale al fine di ristorare chi è rimasto escluso dallo stanziamento dei fondi pur lottando quotidianamente contro una crisi post-lockdown che non dà tregua ad esercenti e partite IVA. A promuoverla è Annalisa Thielke, titolare de «Il Baguccio» in Corso Vercelli 318.
La giovane commerciante punta il dito contro il bando emanato dal Comune per distribuire i contributi. Un documento scarsamente pubblicizzato e basato su criteri giudicati «discutibili». «Il comune di Ivrea ha emanato un bando con cui ha aiutato solo il 15% delle attività commerciali colpite dalla pandemia e con cifre notevoli. Gli altri sono rimasti a bocca asciutta. Del bando in molti non sapevano nulla – spiega Annalisa Thielke, che ha anche preso carta e penna per scrivere all’Assessore al Commercio Costanza Casali, all’Assessore al Bilancio Elisabetta Piccoli e al Sindaco Stefano Sertoli - Non è stata data adeguata diffusione. Ho appreso del bando, con mio grande stupore, solo a graduatoria ormai pubblicata. Ho provveduto a contattare l’Ufficio Commercio del Comune di Ivrea - che ringrazio per la disponibilità e gentilezza - il quale mi ha risposto che la pubblicazione sul sito internet comunale è avvenuta ad inizio dicembre, con scadenza, per la presentazione delle domande, fissata al 21 dicembre. Un paio di settimane. Un tempo decisamente ristretto per una platea di potenziali beneficiari così ampia».
Gli «autonomi» esclusi dai ristori, interessati alla raccolta firme, possono contattare Annalisa Thielke passando a «Il Baguccio». La stessa titolare non escluse di adire le vie legali per far valere le proprie ragioni: «L’Ufficio Commercio del Comune mi ha riferito di avere informato l’Ascom di Ivrea. Io che ho la contabilità presso l’Ascom di Rivarolo posso confermare che l’informativa del bando non è girata. Mi domando, per esempio, se è stata informata al riguardo anche Confesercenti. Sarebbe stato più trasparente, da parte del Comune, dare un lasso di tempo più ampio e avvisare in maniera più capillare le attività commerciali del territorio. In secondo luogo il bando non tiene conto di alcuni casi di specie. Osservando i criteri io non avrei potuto, comunque, presentare domanda per un fattore che chi ha redatto il documento ha bellamente trascurato: avendo aperto la mia attività nel 2018, mi trovo a dover fare una media tra il 2020, in cui sono stata chiusa, causa Covid, per circa 4 mesi, e due annualità, il 2018 e il 2019, comprendenti ben nove mesi in cui non ero ancora aperta. E’ penalizzante. Il Comune avrebbe dovuto quindi prevedere, così come ha fatto lo Stato, una specifica per le attività di recente apertura».
«Il bando, con la formula a punteggio, è infine assolutamente discriminatorio in quanto elargisce somme tra i mille, duemila e tremila euro (somme quindi decisamente più alte rispetto alle tranches di contributi erogate a livello statale) “pescando” solo alcune attività tra tante – conclude Thielke - Il bando del Comune di Ivrea, oltretutto, si basa su dichiarazioni del richiedente e indica la possibilità di effettuare controlli a campione per verificarne la veridicità. Un approccio piuttosto blando se raffrontato alle dimensioni di tale contributo: l’Agenzia delle Entrate, in questi due anni, ha utilizzato controlli assai più rigidi per somme minori. Per il Comune di Ivrea, insomma, da quello che appare leggendo questo bando, ci sono alcuni più meritevoli di altri, come se la crisi non la avessimo subita tutti. Sarebbe stato molto più onesto e corretto erogare un po’ meno ma un po’ a tutti. Annullare ora il bando è complicato, me ne rendo conto. Si potrebbe però prevedere una ulteriore tranche di contributi a favore delle attività commerciali colpite dalla crisi legata al Covid-19 ed escluse o che non hanno partecipato perché ignare dell’esistenza del bando. Ed è quello che chiederemo con la raccolta firme».








