IVREA - Pugni al pancione per farla abortire: 31enne condannato

Poco dopo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, D. T., un albanese di 31 anni residente a Ivrea, è stato condannato dal tribunale eporediese a tre anni di reclusione per maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona nei confronti della moglie.

La donna, 25 anni, è stata costretta a subire soprusi di ogni tipo, cominciati nel 2014 e continuati fino all'undici aprile 2016, quando ha trovato il coraggio di scappare e denunciare il suo incubo. Secondo quanto è stato ricostruito nel corso del processo, la donna veniva disprezzata e insultata costantemente, una violenza psicologica interminabile. Era completamente sottomessa e considerata un oggetto, tanto che l'uomo si sentiva in diritto di chiuderla in casa. Per ogni tentativo di ribellione veniva picchiata selvaggiamente, anche durante la gravidanza. Riceveva senza pietà pugni sul pancione ed è stata portata con la forza in Albania per essere costretta ad abortire. Una barbarie evitata solo grazie all'intervento dei famigliari.

Venerdì, il giudice Lodovico Morello, ha condannato il 31enne riconoscendo il dramma della donna che, rappresentata dall’avvocato Raffella Orsello, ha ottenuto anche il riconoscimento di un risarcimento provvisorio di 15mila euro. Ora la ragazza si trova in una comunità protetta, lontana dalle violenze passate, per cercare di ricostruirsi una vita. (F.i.)