
Samuele Landi, ex manager di Agile ed Eutelia con sede a Ivrea, latitante a Dubai, è stato condannato a a sei anni. Il tribunale lo ha anche condannato in sede civile: dovrà risarcire ognuna delle parti con 10 mila euro. Parti che sono 770: il conto complessivo ammonta a 7,7 milioni di euro. Samuele Landi aveva chiesto all'inizio del processo il rito abbreviato ma non gli era stato concesso.
«La condanna di Samuele Landi nel processo per bancarotta fraudolenta alla Agile ex Eutelia, è una grande vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori che dall'inizio hanno sempre denunciato l'assoluta mancanza di qualsivoglia intenzione industriale nell'acquisto e nella gestione della loro società». Lo dichiara Fabrizio Potetti, responsabile per la Fiom Cgil di Agile Eutelia. «Con la sentenza di oggi, tutti i principali protagonisti della vicenda sono stati condannati. Eppure coloro che potevano fare qualcosa, prima che duemila lavoratori perdessero il lavoro, non lo hanno fatto. Questo fa aumentare la rabbia e l'indignazione per i continui silenzi e le difficoltà nel trovare soluzione a livello istituzionale a quella che non è stata una crisi industriale, ma un'opera sistematica di spoliazione della società, fino a farla fallire.»
«Come Fiom Cgil ringraziamo tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni hanno lottato duramente contro quanto accadeva nell'indifferenza e nel silenzio generale, che si sono costituiti parte civile nei processi. La vittoria di oggi segna la fine della vicenda penale ma non di quella sindacale, nella quale come Fiom-Cgil continueremo a rivendicare, già dal prossimo incontro ministeriale, una soluzione per lavoratori straordinari che non hanno mai smesso di lottare con dignità per il lavoro. Un ringraziamento doveroso va anche agli avvocati che ci hanno sostenuto nel procedimento penale, con la loro solidarietà e capacità professionale», conclude Potetti.








