IVREA - Bettazzi ricorda Gino Pistoni al cippo dove morì nel 1944

IVREA - Sabato 25 luglio alle ore 10, al cippo di Tour d'Hereraz, nella valle di Gressoney, dove morì Gino Pistoni il 25 luglio 1944, sarà celebrata la Santa Messa in suo ricordo. Presiederà Monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo Emerito di Ivrea (coetaneo di Gino Pistoni). 

Come ha scritto Don Piero Agrano, vicepostulatore della causa di beatificazione di Gino Pistoni: «Il valore di una testimonianza, come quella di Gino, è come il veder puntato un dito verso ciò che supera attese ed interessi solo immediati: l’impegno nella lotta partigiana, per un Paese più giusto ed in pace, il soccorso prestato ad un nemico ferito, il testamento scritto con il suo sangue, con l’estremo atto di fede e di offerta... sono una sequenza di atti che trovano senso in una costellazione di valori più alta, di quelle a cui abitualmente guardiamo». Dopo la Messa ci sarà l’assemblea dell’Azione Cattolica diocesana e alle 11,30 a Issime si terrà una breve commemorazione dei caduti nella battaglia del Lys, organizzata dall’ANPI.

Gino Pistoni studia nel collegio San Giuseppe di Torino, diretto dai Fratelli delle Scuole Cristiane, diventando ragioniere. Si fa apprezzare per il suo impegno costante negli studi e nella vita cristiana. Nel 1942, entra nell'Azione Cattolica della città di Ivrea. Si impegna nel mettere in pratica il programma dell'Associazione: "Preghiera, Azione, Sacrificio". Animatore dei centri giovanili in varie località della diocesi, è testimone di un apostolato che nasce da un forte spirito di preghiera, incentrata sull'Eucaristia, sulla lettura spirituale e sulla devozione alla Madonna. Durante la Seconda guerra mondiale, avverte la responsabilità di servire la causa della giustizia e della libertà, entra in una formazione partigiana per la difesa dei diritti delle popolazioni occupate. Il 25 luglio 1944, durante un attacco delle SS tedesche, mentre gli altri partigiani fuggono, lui si ferma a soccorrere un soldato nemico ferito, ma viene colpito da una scheggia di mortaio che gli recide l'arteria femorale. 

Rimasto solo, muore dissanguato e, consapevole di ciò che sta accadendo, con le dita intrise di sangue, scrive sulla tela del tascapane: "Offro la mia vita per l'Azione Cattolica e per l'Italia, W Cristo Re". Gino ha 20 anni. Il suo corpo verrà trovato quattro giorni dopo, con accanto, macchiato di sangue, il Piccolo Ufficio della Madonna.