
1200 firme raccolte e nemmeno una risposta dagli enti competenti. A lanciare l'allarme è Renato Cibischino, segretario dell'Aned Piemonte, l'Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto Onlus. Le 1200 firme sono state raccolte tra i malati nefropatici e dializzati in cura presso il centro di Nefrologia e Dialisi di Ivrea, contro il declassamento della struttura da complessa a semplice. Un declassamento «ingiustificabile», approvato dall'Asl To4 di Ivrea nel nuovo atto aziendale che ha messo ordine tra le competenze dei singoli dipartimenti. L'Aned aveva espresso la sua contrarietà già a dicembre dello scorso anno, segnalando che il declassamento avrebbe potuto portare a una «mancanza di servizi con ulteriori penalizzazioni negli spostamenti dei malati in altre strutture».
La petizione, via mail, è stata inviata all’attenzione del presidente della Regione, Sergio Chiamparino, all’Assessore alla Sanità, Antonio Saitta, al sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa e al sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, lo scorso 18 gennaio. Ad oggi nessuno ha risposto.
«A tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessun tipo di riscontro - conferma Cibischino - e preoccupati del silenzio delle istituzioni, rinnoviamo con forza, tramite gli organi di informazione, di dare nuovamente voce alle nostre richieste al fine di tranquillizzare malati e familiari sulla situazione attuale e chiarire in modo esaustivo se ci sono margini per cui la struttura in oggetto mantenga le attuali potenzialità nella cura e prevenzione dei nostri malati nefropatici e possibilmente di tutte le strutture ad esse collegate affinché non possano ripetersi, come già visto presso altri centri che hanno subito situazioni analoghe».








