INGRIA - Inaugurato il nuovo altare della chiesa - FOTO

INGRIA - Il nuovo Mister Giacomino quest'anno risponde al nome di Germano Bianco Levrin, classe 1942, una vita dedicata alla famiglia e al lavoro tra Collegno e l'amata Ingria che nel periodo di lockdown dopo tanti decenni ha significato per lui e per tanti altri il ritorno ad un luogo protetto e privilegiato rispetto alle grandi città. La patronale di San Giacomo, tenutasi lo scorso sabato 25 luglio, quest'anno ha infatti rappresentato un vero e proprio anello di congiunzione tra il passato e il futuro di questo piccolo borgo incastonato tra le montagne della Val Soana.

Comune, Pro Loco e gestori del Ristorante Pont Viei hanno quindi rielaborato un'offerta di servizio che permettesse una ristorazione per soddisfare più gente possibile in base alle nuove normative; quindi anche quest'anno si è potuta festeggiare la Patronale di San Giacomo con messa, cena e tradizionale lancio delle lanterne. 

Falegname, artista, intagliatore, maestro, in qualunque modo lo si definisca Daniele Rosso è stato l'assoluto protagonista della Patronale 2020 grazie alla sua splendida opera in legno di noce che ha donato non solo un nuovo altare alla Chiesa, ma soprattutto una vera e proprio opera d'arte contemporanea che contraddistinguerà le prossime generazioni di questo piccolo Paese che tuttora ospita soprattutto d'estate un folto gruppo di bambini e giovani, che sabato scorso hanno partecipato in gran quantità alle varie celebrazioni con l'entusiasmo di chi si appresta a rappresentare il futuro di questo Comune che non ha nessuna voglia di essere dimenticato. 

Durante la benedizione e la consacrazione del nuovo altare da parte di Don Luca Pastore e del diacono Massimo Pignocco, si sono susseguiti gli interventi del sindaco Igor De Santis e dei due rappresentanti di Parlamento e Regione, Alessandro Giglio Vigna e Andrea Cane, che hanno ricordato i difficili mesi trascorsi in tempo di pandemia che da una parte hanno segnato un rassicurante "zero" in termini di contagi, ma dall'altra che non bisogna abbassare la guardia e continuare a dare il buon esempio rispettando le regole e il buonsenso civico anche in estate, dove per fortuna le case risultano finalmente piene di turisti e villeggianti. 

Particolare emozione ha quindi suscitato il nuovo altare del peso di circa 200 chili, lavorato interamente a mano da pezzi grezzi da Daniele Rosso, anch'egli abitante nel territorio di Ingria, legato al territorio e alle tradizioni di un tempo nonostante la sua ancora giovane età: un'opera che, come più volte ricordato durante l'omelia e i vari interventi, rappresenterà un simbolo di unione per le future generazioni, rimarcando quella forza che tiene insieme gli abitanti di Ingria.